Archivi Mensili: luglio 2012

Estate di sagre e feste gastronomiche in Italia

di Marianna Tassinari

L’estate Italiana è ricca di incontri gastronomici di ogni genere, dalle sagre paesane alle rassegne enologiche sono tantissimi gli appuntamenti per gustare prodotti di stagione e pietanze tradizionali. Abbiamo scelto per voi alcuni appuntamenti tra i tantissimi presenti sul territorio per solleticarvi il palato con le delizie tipiche Italiane.

Cominciamo dall’Emilia Romagna, e dalla provincia di Rimini, dove il 6 luglio partiranno i festeggiamenti della notte Rosa, ormai alla sua 7° edizione: tutta la riviera Adriatica si colorerà di Rosa per il capodanno dell’estate. Molti avvenimenti precedono questa data, mostre e concerti animeranno Rimini, l’installazione della ruota panoramica sul porto canale permetterà a grandi e piccoli di vedere la riviera da un’altra angolazione, e il 30 giugno si terrà la 1° edizione della Molo Street Parade: un evento dove la musica di tendenza, mixata da famosi Dj in consolle su pescherecci ormeggiati lungo il porto canale, si unirà alla tradizione locale della “rustida ad sardonzin” , cioè la grigliata di sarde dell’adriatico.

Dal faro settecentesco di Rimini fino alla punta del porto canale verranno predisposti apposite tavolate dove sarà possibile degustare i piatti tipici della tradizione marinara locale a base di sardoncini e radicchio, preparati ad arte dalle cooperative dei pescatori riminesi. Sessanta “azdore“, le regine del focolare romagnolo, (simbolo positivo di una operosità e il cardine del nucleo famigliare in Romagna fin dal passato) serviranno 10 quintali di sardoncini pescati, puliti e arrostiti dai pescatori del Consorzio Linea Azzurra.

Il programma dettagliato è disponibile on line su http://www.lanotterosa.it/molo-street-parade-dj-set-sardoncino-t57.php .

Nei colli riminesi, come nel bolognese, luglio significa raccolta delle patate, e diverse sono le fiere e le sagre dedicate a questo tubero: dalla “patasagra” di Sant’agata Bolognese il 7 luglio, i cui ricavi andranno a finanziare la ristrutturazione della chiesa, con degustazione piatti a base di patata su prenotazione http://www.patasagra.com , alla più conosciuta, ma sempre piccola sagra della patata di Montescudo giunta ormai alla sua 40° edizione l’11 e il 12 agosto 2012. Qui potrete mangiare i deliziosi gnocchi, fatti dalle Azdore espressi, conditi con sugo alle verdure o Ragù alla romagnola, e poi baccalà con patate, l’onnipresente piadina e ricette dolci particolari, come i favolosi i Krapfen alla patata ed il gelato di patate. All’interno della manifestazione si possono acquistare patate, vini e miele direttamente dai produttori
locali. (http://www.prolocomontescudo.it/sagra-della-patata-e-degli-gnocchi)

Alcuni momenti della lavorazione delle patate per realizzare gli gnocchi

Rimanendo in ambito collinare, troviamo la sagra del Cinghiale: il 21 e 22 luglio a Montecoronaro, vicino a Verghereto in provincia di Forlì-Cesena, si terrà la 29° edizione di questa festa dedicata alla gastronomia di questo animale molto diffuso nelle foreste del Casentino e tutelato da una caccia regolamentata. Si potrà gustare la polenta al ragù di cinghiale: ottimo connubio tra un semplice impasto di farina di mais e acqua e un gustoso condimento di pregiate carni di cinghiale. Per i secondi piatti la scelta è molto vasta, in particolare si suggerisce il cinghiale in salmì o in alternativa la tradizionale grigliata mista e bistecche di cinghiale.

Anche nella vicina Toscana Luglio e Agosto sono mesi di sagre paesane: nel grossetano a Sticciano si terrà la 18° sagra degli Strozzapreti e dei prodotti tipici maremmani la seconda e la terza domenica di luglio; mentre a Murci, sempre in Maremma, a fine luglio durante i festeggiamenti del patrono si potranno gustare gli Strozzapreti col cacio bugiardo, oltre ad ottime grigliate.



Locandina e immagini della lavorazione degli strozzapreti


Ricetta Strozzapreti

Ingredienti per 4 persone:
400 g di farina, 1 cucchiaio di olio, acqua tiepida q.b., sale

Nella versione maremmana viene aggiunto anche un uovo e dell’olio d’oliva,

Preparazione:
Disporre sulla spianatoia la farina a formare la classica fontana. Unire un pizzico di sale e l’olio. Versare, quindi, a poco a poco, un po’ d’acqua, cominciando a raccogliere la farina prima con una forchetta e, poi, con le mani. Continuare ad impastare per un decina di minuti, aggiungendo al bisogno altra acqua tiepida, fino ad ottenere un impasto liscio e consistente. Stendere non troppo sottilmente la sfoglia con il matterello (dopo aver cosparso di farina la spianatoia) e, via via, girarla per allargarla.
Quando diventerà troppo larga per continuare a girarla, arrotolarla parzialmente sul matterello e rigirarla. Tenere presente che la pasta si stende sempre dal centro verso l’esterno e che si lavora meglio quando è sottile. Una volta ottenuto lo spessore desiderato (in genere 2 mm), arrotolare la sfoglia
come se fosse una grande omelette.
Ricavare delle strisce larghe 1cm e lunghe 6 cm. Arrotolarle, una per una, tra le palme delle mani, come per farne dei piccoli cilindri. Ripetere la stessa operazione per tutti gli strozzapreti, infarinandoli leggermente uno per uno, mano a mano che vengono preparati. Adagiare, quindi, gli strozzapreti su un canovaccio infarinato e farli asciugare per almeno 1-2 ore, senza sovrapporli.

Tra le sagre poco conosciute sicuramente possiamo elencare la sagra della Fregnaccia di Montecampano, piccolo borgo medioevale tra Amelia e Orte, in Umbria. Con questa festa si è voluto riscoprire un piatto povero, tipico di questa zona, ottenuto con alimenti semplici come acqua, farina, verdure e olio extra vergine di oliva, che sapientemente mescolati e dosati permettono di avere la Fregnaccia, piatto della tradizione contadina che ben si accompagna con un buon bicchiere di vino.

Difficile trovare la ricetta di questa pietanza, tramandata verbalmente di generazione in generazione, e dove lo stesso nome viene usato anche per le frittelle, probabilmente. Perciò invitiamo i nostri lettori dell’Umbria e della Tuscia a inviarci la loro personale ricetta.

http://tusciaintavola.tusciamedia.com/fuori-pasto/385-fregnacce.html

Rodi e il Dodecaneso

di Riccardo Celani

“Le isole indimenticabili”


La storia del Dodecaneso è legata a quella di Rodi, l’isola maggiore. Questa città ha avuto, sin dall’epoca della Grecia classica, grande influenza sull’intero arcipelago per la sua importanza strategica e militare e per essere sede di un importante porto. Vista la grande distanza da Atene, queste isole ebbero una notevole autonomia politica e commerciale. Dopo Alessandro Magno (323 a.C.), il Dodecaneso passò sotto Tolomeo I d’Egitto. Gli abitanti del Dodecaneso furono i primi greci a convertirsi al cristianesimo, grazie all’opera di san Paolo e di san Giovanni Evangelista. Durante i primi anni del dominio bizantino, queste isole godettero di grande prosperità. I Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme arrivarono all’inizio del XIV secolo, tuttavia dovettero capitolare, nonostante la costruzione di grandi fortificazioni, davanti all’espansione turca nel 1522. Dopo i turchi ecco arrivare gli italiani nel 1912 che, con la guerra di Libia, scacciarono gli Ottomani. Agli italiani va il merito di aver iniziato importanti scavi archeologici, costruito impressionanti edifici pubblici e restaurato antichi monumenti. Gli stessi italiani, però, imposero la religione cattolica e la lingua italiana ai greci. Dal 1943 fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, le isole del Dodecaneso furono teatro di sanguinosi scontri tra le forze inglesi e quelle tedesche, con pesanti perdite anche tra la popolazione locale. Il Dodecaneso ritornò a far parte della Grecia nel 1947.


Il Dodecaneso è formato da un arcipelago di 163, tra isole maggiori e minori, di cui solo 26 sono abitate. Le isole del Dodecaneso hanno così tanto da offrire al visitatore, che non basterebbe l’intero numero della rivista per descriverle tutte. Possiamo solo citarne alcune, come Coo (Kos), patria di Ippocrate, padre della medicina, famosa per le spiagge e i resti archeologici. Da non dimenticare le isole di Scarpanto, Nisino, Alimnia, Piscopi, Simi, Calchi, Calino e Lero, per le loro bellezze naturalistiche e il blu incontaminato del mare. Patmos, per essere un centro spirituale e di pellegrinaggio, mentre Stampalia è stata fortemente caratterizzata dalla cultura veneziana e Castelrosso (Kastellòrizo) è diventata famosa grazie al film Mediterraneo, vincitore del premio Oscar. Le isole di Patmos e di Rodi fanno parte inoltre dei luoghi patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, con il centro storico di Chorá e il monastero di San Giovanni nell’isola di Patmos e la città medievale di Rodi. Naturalmente è Rodi l’isola e il centro più importante del Dodecaneso ed è la prima da citare come più significativa, dal punto di vista storico, turistico ed economico.


Rodi è anche chiamata “L’Isola delle Rose”, per il clima e le bellezze naturali, ed è diventata, ormai da molti anni, un importante e famoso centro turistico internazionale. E’ conosciuta anche come isola di Elio poiché, secondo la mitologia, nacque dall’amore di Elio, dio del sole, per la ninfa marina Rode. La vegetazione è caratterizzata da gelsomini bianchi, ibisco rosso e bougainville. La parte vecchia della città di Rodi, cinta dalle antiche mura del XIV e XV secolo, si divide nel quartiere dei cavalieri e nel quartiere popolare. La città medievale di Rodi è circondata da mura fortificate ed è composta dal Collachium, ovvero la fortezza, e dal Bourg o Chora, un labirinto di vie che costituisce la città vecchia, la zona dove risiedeva la popolazione composta da greci, turchi ed ebrei. In fondo al viale dei Cavalieri sorge il Palazzo del Gran Maestro, l’edificio più imponente della città vecchia. Da non perdere anche la Moschea di Solimano, il bagno turco e la biblioteca turca. I quartieri moderni che si trovano intorno alla città vecchia, ospitano alberghi, ristoranti, caffè, negozi, come segno di una vita notturna intensa e vibrante. Fuori dalla città di Rodi si trovano altre interessanti località turistiche, come Reni Koskinou, Faliraki, Kolymbia e la famosa Lindos, che nell’immaginario collettivo rappresenta il paesino greco aggrappato ad un promontorio. Sotto, il fantastico mare Egeo che lambisce bianche baie di sabbia.


Il Dodecaneso offre moltissimi tipi di hotel e appartamenti. Tra questi sono certamente da raccomandare le seguenti accommodation, che si adattano a differenti tipi di visitatori e turisti:

Prestige – The Aqua Grand of Lindos – 5* mezza pensione da € 995 (bambini fino a 16 anni non accettati).

Villaggio – Aldemar Nefeli  – 5* super all inlcusive – animazione italiana da € 948

Low budget – Elioula 3* pernottamento e prima colazione da € 598

Quote 8 giorni/7 notti in camera doppia – mese di luglio.

Per visionare i prezzi di agosto e settembre e le altre offerte, consultare il sito www.mediterraneo-to.it

Emozoni Italiane

foto di Marianna Tassinari

Maremma scorci – Toscana

Vicino a Castiglion della Pescaia -Toscana

Il Conero visto da Porto Recanati – Marche

Pantelleria il porticciolo – Sicilia

Pantelleria le vigne di Donna Fugata – Sicilia

Arquà Petrarca – Veneto

Gole del Furlo dopo il temporale – Marche

Trogir: una piccola isola di grande bellezza

Di Paolo Gerbaldo

Non è una tappa banale quella di Trogir, città ospitata su un’isoletta non lontano da Spalato. L’integro tessuto urbano della storica Traù (Trogir) è infatti caratterizzato dall’impianto medievale completato da edifici rinascimentali e barocchi. Trogir è un luogo, iscritto nel Patrimonio Unesco dal 1997, carico di storia in cui si intrecciano atmosfere medievali e forme architettoniche di chiara matrice veneziana. Le mura, praticamente intatte, racchiudono, come uno scrigno, tanti tesori ammirabili varcando la rinascimentale Porta di Terraferma per poi perdersi tra vie dal sapore antico, ricche di chiese e palazzi, fino a convergere nella splendida piazza della cattedrale.


Una costruzione stupenda che, bella e armoniosa, domina la piazza centrale non priva comunque di altri interessanti edifici, il Palazzo Cippico e la Loggia pubblica, la fortezza del Camerlengo e la torre di San Marco. Dedicata a San Lorenzo, la cattedrale è una riuscita sintesi di stili, romanico, gotico fiorito, nella riconoscibile interpretazione veneziana, e suggestioni rinascimentali. Sormontata dallo splendido campanile gotico-veneziano, della fine del XVI secolo, la chiesa offre al visitatore la possibilità di accedervi attraverso un interessante portale romanico del 1240 opera del maestro padovano Radovan: il portale, incentrato sul tema della natività, è l’espressione più alta della scultura romanico-gotica in Croazia. L’interno, a tre navate con pianta rettangolare, ospita diversi capolavori artistici, perfettamente integrati con le forme architettoniche, tra cui la cappella di Giovanni Orsini: significativo esempio di arte rinascimentale dovuto ad Andrea Alessi e Niccolò Fiorentino.


La Riva cittadina è dedicata al bano croato Petar Berislavić. Si tratta di una passeggiata lungomare bordeggiata da palme, barche di diversi tipi ormeggiate, bancarelle e tanta gente che cammina ammirando le facciate storiche e il mare.


Tra storia e mare non mancano certo le possibilità di apprezzare anche la cucina locale ovviamente a base di pesce, ma non solo, facendo, ad esempio, una tappa all’ombra del pergolato della corte interna del ristorante Monika.


A Trogir, una delle più belle cittadine dell’Adriatico, è quindi bello muoversi tra strade e vicoli, entrare nelle chiese, scorgere le torri e gli scorci delle mura per poi ammirare il mare, e la terraferma, godendo di un angolo di Croazia in cui la concentrazione di attrattive in grado di far sentire a suo agio il turista interessante anche alla storia e all’arte è davvero elevata.

 

 

 


Miracolo! Buzzati torna in libreria!

A santa Rita da Cascia, santa degli impossibili, si rivolse – quasi in punto di morte – perfino l’ateo Dino Buzzati per invocare un ultimo raggio di luce su questo nostro mondo pazzo, grottesco, eppure affascinante. Dopo trent’anni di assenza torna infatti in libreria I miracoli di Val Morel dello scrittore bellunese (Oscar Mondadori, euro 13), che furono pubblicati per la prima volta nel 1971, pochi mesi prima della scomparsa dell’autore, e da allora quasi mai ristampati.

I “miracoli” del titolo si riferiscono a 39 immaginari ex-voto, o P.G.R. (Per Grazia Ricevuta), che nel corso dei secoli sarebbero stati dedicati a santa Rita da persone, perlopiù donne, scampate a ogni genere di pericoli. Le immagini, realizzate dallo stesso Buzzati, costituiscono una vera summa della sua opera, dalla narrativa alla pittura, dagli esordi all’ultima produzione: il Babau, l’Uomo Nero, marziani, vampiri, robot, diavoli, spettri, folletti, animali giganti, mostri marini, donne fatali, catastrofi naturali, tragici imprevisti… Con una miriade di citazioni sottintese, sia colte che popolari: il folklore nostrano ed esotico, i grandi della letteratura, i fumetti, la pubblicità, il paesaggio, la cronaca, la psicanalisi, e quant’altro. Il tutto, con una spontaneità disarmante: lo stile pittorico di Buzzati è assolutamente perfetto allo scopo, con una “raffinata ingenuità” che affianca sentimenti profondi e humour.

Nel nostro multiforme universo, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. L’umanità è circondata da un caleidoscopio di forze misteriose, che suscitano stupore, ma spesso celano anche dei tranelli. Regnano la violenza, la noia, e il desiderio che nasce per scacciare la noia; e su tutto, l’ombra della morte. In questa situazione, a chi rivolgersi? A santa Rita, naturalmente. Non sempre i miracoli le riescono al 100%, ma in ogni caso la sua presenza ha recato conforto.

Dino Buzzati, che scrisse nel suo diario: “Dio che non esisti, io ti prego…”, ha un modo tutto suo di rileggere il Sacro, a volte un po’ birichino, a volte anche “osé”, ma non intende minimamente essere blasfemo. Tant’è vero che, dopo il successo della mostra milanese “I miracoli di Val Morel”, ci fu chi pensò di costruire davvero un’edicola votiva, in quel di Limana (Bl), simile a quella inventata dallo scrittore. Lui ne fu felicissimo, ma non poté partecipare all’inaugurazione: la Nera Signora era arrivata prima. O forse, Buzzati aveva chiesto a santa Rita di poter verificare di persona cosa ci fosse “lassù”.

 

 

 

Editoriale Luglio 2012

Anno VI Numero 16 – Luglio 2012

di Marianna Tassinari

In questa estate dominata dal calore afoso di Scipione e Caronte, dalla spread mania, dai due Super Mario (Monti e Balotelli), dal petrolio che un giorno sale e l’altro scende, forse non si è ancora pensato a qualche giorno di riposo.

Ci pensiamo noi ad offrirvi qualche momento di relax tuffandovi nel blu dell’Egeo con le sue meravigliose isole raccontate da Riccardo, o più vicino a noi lungo la costa dalmata a Troghir (Trau) con le suggestive immagini di Paolo Gerbaldo.

Se poi desiderate relax, ma solo per un giorno, allora eccovi qualche idea nelle sagre del nostro centro Italia: sono solo alcune delle tante presenti sulla penisola ed è quasi una caccia a quella più strana, ne cercheremo altre anche nei prossimi numeri, intanto gustatevi questa seconda puntata.

E nella stagione degli esami di maturità torna anche Buzzati!

Editoriale Aprile 2012

Anno VI Numero 15 – Aprile 2012

di Marianna Tassinari

È primavera! Finalmente ci lasciamo alle spalle il grigiore e il freddo dell’inverno, con il ghiacciato ricordo della neve, che in questo febbraio ci ha fatto rallentare fino a quasi fermarci.

Ora è tempo di ripartire, le giornate più luminose e le temperature in aumento ci fanno pensare alle gite, ai weekend, alla ritrovata voglia di viaggiare dopo il letargo invernale. Anche sulla tavola cambiamo gli ingredienti, via gli intingoli pesanti invernali, diamo nuovamente spazio ai gusti più leggeri della primavera, tornano le verdure fresche e croccanti, tornano i primi frutti profumati e colorati.

Ecco che il nuovo numero di FoodArt ci porta attraverso percorsi culturali e mostre, viaggiano le opere d’arte come le illustrazioni del nostro Dario Rivarossa, che sono esposte in South Carolina; viaggiamo noi a caccia di sagre tra Romagna Toscana e Marche, assaporando le ricette tradizionali e i patti di stagione. Scopriamo nuovi hotel di Design e Art con Riccardo Celani, che ci porterà all’Hollywood Media Hotel di Berlino, poco dopo la notte degli Oscar, dove potrete lasciarvi stupire dagli interni che raccontano la storia del cinema. Infine un breve assaggio di Sudafrica, con la CapeTownvista da Paolo Gerbaldo e un’emozione chiamata Iran, con le suggestive foto scattate da Silvia Bolognesi.

Buon viaggio!