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LE VACANZE ALL’INSEGNA DELLA SALUTE

HOTEL STRASSERWIRT****

HERRENANSITZ ZU TIROL

di Riccardo Celani

La famiglia Bachmann è riuscita a creare un piccolo gioiello di ospitalità, nel vasto panorama degli hotel del Tirolo Orientale austriaco, integrando lo storico edificio, in una oasi di benessere, offrendo una cucina di livello eccellente, utilizzando il tradizionale arredamento tirolese d’epoca, rivisitato con innovazioni di design all’avanguardia. Fondamentale, nella filosofia dell’ospitalità dello Strasserwirt, è l’attenzione al cliente, che si sente parte della famiglia allargata dell’hotel, che comprende anche il gentilissimo e disponibile personale che ci lavora. Un esempio d’eccellenza, di ospitalità personalizzata, dove il visitatore viene trattato come un amico in visita, più che come un semplice cliente.


Riposo, Rilassamento e Rigenerazione, questi sono i tre pilastri su cui si basa la permanenza allo Srasserwirt. L’armonizzazione del corpo, dell’anima e della mente. L’atmosfera speciale che si respira nell’hotel, insieme all’aria pura della montagna, all’acqua che scorre cristallina, allo stupefacente paesaggio della valle dove scorre il fiume Drava, donano al visitatore una vacanza disintossicante per il corpo e per lo spirito, lontana dalla vita frenetica di tutti giorni, specialmente quella nelle grandi città europee.


Molte sono le offerte che il centro benessere offre al visitatore, che si avvale di personale altamente specializzato, impersonato dalle gentili, attente e professionali Lisa e Marie. Meditazione yoga, l’arte esotica di un massaggio facciale, il salutare trattamento Dorn-Bruss, che porta beneficio a tutti i dolori della schiena, deformazioni della colonna vertebrale, discopatie e sciatiche. Il “Lomi Lomi Nui”, un massaggio hawaiano, che con una tecnica olistica e attraverso una serie di movimenti lunghi e ritmici, coinvolge la persona in modo globale, corpo, mente e spirito. Il massaggio “hot stone”, effettuato con pietre vulcaniche calde e olii essenziali, che aiuta a sciogliere qualsiasi tensione. Il massaggio tradizionale thailandese “Nuad”, che ha lo scopo di ripristinare la corretta circolazione dell’energia del corpo che, secondo la medicina indiana, è solcato da 70.000 canali denominati “sen”, attraversati dall’energia vitale prana. Da ricordare anche la riflessologia plantare, il classico massaggio profondo e rilassante, che tocca ogni singola parte del corpo. Specialmente adatto agli sciatori invernali, il massaggio riflessogeno effettuato su schiena, cervicale, piedi e gambe, per ritrovarsi in piena forma dopo una giornata sulle piste da sci. Da provare il massaggio agopuntura, in cui i meridiani del corpo vengono stimolati con gli appositi bastoncini e il massaggio Tuina, che pratica la teoria dei Cinque Elementi della Medicina Tradizionale Cinese, che attiva il flusso dell’energia di vita (QI).

Alla fine di ogni trattamento è possibile godere di una oasi di benessere nel “Giardino Lirico”.


La storia di due millenni è passata accanto allo Strasserwirt, che nei secoli è stato sempre adibito a punto di ristoro e di posta, come è dimostrato dalle rovine romane, scoperte nelle fondamenta di questa dimora storica e conservate presso l’Università di Vienna, all’Istituto Archeologico. L’attuale costruzione risale al ‘600 e la vecchia strada che portava da Lienz a Bolzano, attraversando la Val Pusteria, passava proprio davanti a questo edificio.


Molte generazioni, prima della Famiglia Bachmann, hanno curato con amore ed impegno la proverbiale ospitalità del Tirolo. La Dimora è stata ristrutturata con cura e sensibilità e, dotata di tutte le comodità di un hotel a 4*, si presenta oggi a un livello altissimo. Gli angoli, le “Stube” romantiche, la SPA, il Giardino Lirico, tutto invita a godere del tempo prezioso in montagna nelle Dolomiti del Tirolo Orientale.

La vista fantastica, in estate e in inverno, che riempie di serenità il visitatore, è un altro dei fattori che rendono impagabile quella che si può definire “l’esperienza Strasserwirt”.


“L’esperienza Strasserwirt” significa anche vivere una delle 28 stanze, di cui 14 rinnovate con un design moderno e accattivante, mentre le altre, in stile tradizionale tirolese, sono arredate con mobili d’epoca risalenti al XIX secolo, trovati nelle vecchie case e nelle baite che punteggiano la montagna.


“L’esperienza Strasserwirt” non significa soltanto alloggiare in una stanza d’epoca, ma anche godere degli angoli studiati con cura, che creano delle nicchie di rilassante benessere all’interno della dimora storica.


Un capitolo a parte è la ristorazione. Da quasi 25 anni lo Chef Werner Gander conduce con maestria la cucina dello Strasserwirt. Inizialmente come pasticciere, ben presto ha terminato con successo gli studi e da chef ha sviluppato l’offerta culinaria dello Strasserwirt, con grandissima abilità e in maniera impareggiabile. Lo chef rimarca quali sono le sue motivazioni e la base del suo lavoro, mettendo l’accento sull’arte culinaria che si rinnova di giorno in giorno. Nessuno meglio di lui può descrivere l’eccellenza culinaria che è possibile gustare allo Strasserwirt.


Un cordiale “Grüß Gott!”

Sono lieto di potervi dare il benvenuto allo Strasserwirt. Vorrei contribuire con tutto ciò che uscirà dalla mia cucina, a rendere particolare il Vostro soggiorno nella nostra Dimora. Cucinare è la mia grande passione; voglio viziare, coccolare ed offrire gioia con la mia arte culinaria. L’interesse accoppiato alla dedizione personale fanno sì che riescano delle creazioni speciali in un contesto armonioso. La più alta qualità, la creatività e la consapevolezza degli effetti degli ingredienti rappresentano i principi di base. È fondamentale tener conto della disponibilità e particolarità degli alimenti che si trovano in una regione. È mio intento sposare ogni giorno prodotti locali ad influssi moderni, con particolare riguardo alla salute ed alla vitalità di ciò che vi viene offerto. Nella mia cucina non si trovano prodotti chimici, sapori artificiali ed additivi dannosi. Utilizzo prodotti naturali e di cui posso ricostruire la provenienza. Preferisco erbe aromatiche e tutto ciò che il nostro orto ci offre. Col tempo ho notato, che la vitalità degli alimenti porta ad un’accresciuta gioia di vivere e forza vitale a chi li gusta. Cucinare è per me anche un’arte, come si deduce anche dalla mia cucina premiata, Guida À la Carte, Gault Millau Austria e Premio Falstaff. Ciò che mi rallegra maggiormente è deliziare gli ospiti con questo gioco di alimenti e di non tralasciare però la decorazione del piatto che viene offerto al buongustaio. Sono pienamente soddisfatto quando ho l’impressione di aver trasmesso a colui che si è fermato ad assaporare le mie creazioni una parte della grande varietà degli influssi che incontro nel cucinare e nel mangiare.    Werner Gander


Per la maggior parte dell’anno (escluso il periodo che va dalla fine di ottobre all’inizio di dicembre e dal 29 marzo fino al 4 maggio 2016 quando l’hotel rimane chiuso) è possibile vivere l’esperienza allo Strasserwirt, considerandolo anche come un “Hub”, per tutta una serie di eventi, esperienze ed escursioni. Non dobbiamo dimenticare che lo Strasserwirt si trova a pochi chilometri dalla frontiera con l’Italia e che quindi è possibile visitare facilmente le località e i bellissimi scenari montani delle Dolomiti, come San Candido, Brunico, Cortina, Bolzano, in Italia, e Lienz, Innsbruck, Kitzbuhel in Austria. Da non dimenticare tutti i sentieri naturalistici per chi ama camminare, arrampicarsi, andare in bicicletta (come la pista ciclabile lungo la Drava) e praticare ogni tipo di sport. Specialmente in Austria, è possibile visitare posti incantevoli attraversati, per esempio, dal sentiero “Herz Ass Villgraten”, dal sentiero carnico di alta montagna, dal sentiero commemorativo del Principe Heinrich. Indimenticabili le visite al monte di Thurntaler, al Corno di Fara, al lago Jocee, al santuario di Kalkstein e alla Malga Oberstalleraim.


In inverno tutta la regione del Tirolo Orientale austriaco, offre una serie interminabile di piste per lo sci alpino e da fondo per tutti, dai principianti agli sciatori più esigenti, ricordando che quelle altrettanto famose aree sciistiche in Italia sono a un tiro di schioppo. Se sognate una vacanza avventurosa sulle piste da sci o nei funparks con lo snowboard sotto i piedi, allora la regione del Tirolo Orientale è proprio il luogo giusto per passare una vacanza invernale spensierata. Le innumerevoli aree sciistiche, con strutture moderne e piste perfettamente preparate, sono un vero paradiso per tutti gli appassionati di sport invernali. Se non avete mai provato a sciare, ma volete imparare questo sport, le diverse scuole di sci e snowboard sparsi nella regione, con i loro istruttori esperti, vi aiuteranno in quest’impresa e sicuramente non ci vorrà molto per che possiate scendere per le piste da soli. Tra le più famose, a pochi chilometri dallo Strasserwirt, le aree sciistiche di Sillian, Innervillgraten, Sankt Oswald, Obertilliach, l’area di Nassfeld, Zettersfeld (sopra Lienz) e a circa un’ora di auto le famose piste di Kitzbhuel e Matrei.

Per maggiori informazioni contattare:

hotel

Familie Bachmann

Dorfstraße 28

9918 Strassen

Osttirol

Austria

Tel. 0043 (0) 4846 6354

hotel@strasserwirt.com

www.strasserwirt.com

Malta che passione

di Marianna Tassinari

 

L’isola di Malta, cuore pulsante del mediterraneo, è facilmente raggiungibile da tutta Europa con i voli di linea e le principali compagnie low cost a prezzi molto accessibili, a patto di prenotare con il dovuto anticipo. L’arcipelago si compone di 3 isole Malta, Comino e Gozo, che offrono soluzioni interessanti per turisti e viaggiatori 350 giorni all’anno. In inverno talvolta c’è burrasca, ma già in febbraio il clima è più mite che in pianura padana, e non c’è nebbia. Questi sono solo alcuni presupposti climatici per invitarvi a scoprire un’isola affascinante, luogo di confine tra Europa e Nord Africa, dove anche la cucina tradizionale riflette la sua posizione di passaggio. Importante ai fini strategici anche durante la seconda guerra mondiale, ora viene definita l’Ibiza low cost, perché è una meta ideale per i giovani e anche per chi vuole fare una breve pausa dalla routine lavorativa in un luogo caldo.

Si atterra a Luqa, l’aeroporto internazionale e in soli venti minuti si arriva alla cittadella medievale della Valletta o alle più mondane Sliema e St Julian. Scogli e piattaforme caratterizzano la costa che guarda l’Italia, con l’unica eccezione di Mellieha, una bella e sabbiosa spiaggia a circa 40 minuti dal centro di Valletta.

A Malta la lingua ufficiale è il maltese, ma è molto diffuso l’inglese, visto che è stata avamposto britannico per lungo tempo, e così fuori stagione l’isola si anima di studenti giovani e meno giovani che frequentano corsi di lingua nelle numerose scuole private, complice anche la facilità con cui si trovano alloggi a buon mercato.

Si può tranquillamente fare una settimana di mare in mezza pensione con meno di mille euro a coppia, per potersi così tuffare nel blu del mediterraneo e scoprire i bellissimi e ben conservati mosaici di Gozo.


Foto: Gozo Marina fonte http://www.telegraph.co.uk

Comino è la parte più naturalistica, si tratta di una piccola isola tra Malta e Gozo, ad appena 30 minuti di battello dalla Valletta. È estremamente rurale e vanta diverse fattorie didattiche dove è possibile curiosare tra le coltivazioni autoctone e assaggiare prelibatezze a km zero. Molto famosa la Laguna Blu, dotata di acque cristalline, il turchese del mare vi stupirà.


Foto: Laguna Blu Comino, fonte http://www.djibnet.com

L’isola principale, Malta, è caratterizzata dalla città fortezza de la Valletta, detta “Città Umilissima”, “una città costruita dai gentiluomini per i gentiluomini”, come cita il bel sito dell’Ente del turismo maltese www,visitmalta,com. È una città dinamica, sempre in fermento, è il cuore commerciale e amministrativo dell’arcipelago. La Valletta prende il nome dal proprio fondatore, l’amato e rispettato Gran Maestro dell’Ordine di S. Giovanni, Jean Parisot de la Valette. È stata eretta sulle aspre rocce della penisola di Mount Sceberras, a picco su due insenature, quella di Marsamxett e quella di Grand Harbour. Costruita a partire dal 1566, La Valletta fu completata, munita di imponenti bastioni, fortezze e cattedrale, in soli 15 anni, un vero e proprio record per l’epoca.


FOTO: la Valletta fonte http://viaggi.nanopress.it

Di giorno la città è caotica, ma ha ancora tutto il sapore di un luogo senza tempo. Le strade strette disposte a griglia ospitano alcuni dei più grandi capolavori artistici europei, tra cui antiche chiese e splendidi palazzi, ancora ben conservati; inoltre grazie ad un programma culturale articolato, e costellato di eventi, si cerca di operare una valorizzazione continua del centro storico patrimonio dell’Unesco.

Camminando per le vie de La Valletta potrete attraversare luoghi storici affascinanti e scorgere meraviglie dietro ogni angolo: statuette votive, nicchie, fontane e stemmi araldici sui parapetti. Nelle anguste vie secondarie si trovano moltissimi piccoli negozi e caffè pittoreschi, mentre sulle strade principali de La Valletta sono dislocati i punti vendita dei grandi marchi internazionali della moda, della musica, della gioielleria e altro ancora.

Anche dal punto di vista gastronomico ci sono tanti piatti da scoprire, gusti ricchi e mediterranei, influenzati dalle varie ondate di colonizzazione che si sono affacciate sull’isola. La cucina maltese è un interessante miscuglio tra le cucine siciliana, italiana, africana, inglese e mediterranea. Da qui nasce un interessante menu di specialità che possono accontentare tanti palati. Tra i primi piatti più noti troviamo: aljotta e il soppa ta’l-armla, rispettivamente una zuppa di pesce e un brodetto di verdure miste arricchito da uova, ricotta e gbejniet, i formaggini di Gozo. Anche la pasta trova spazio nel menu maltese come il timpana: timballo di pasta al forno, con carne di bue e di maiale, fegatini di pollo, viene cotto nel forno in crosta di pasta sfoglia, è molto calorico ma non lontano dalle tradizioni campane e siciliane. Altra pasta importante sono i ravjul ravioli di pasta all’uovo con ripieno di ricotta, serviti con salsa di pomodoro, oppure il ross fil-forn riso al forno dorato in timballo, con carne trita e pancetta affumicata.


Foto: Fenek fonte chef-choice.com

Il secondo più famoso sicuramente è il coniglio (fenek), cucinato in diversi modi, il più famoso è il Fenek Zalze biz, coniglio al vino con cipolle ed erbette. La cena tipica a base di coniglio si chiama fenkata e comprende spaghetti al sugo di coniglio, coniglio arrosto, in umido o grigliato, noci e fichi per dessert.

Giusto per stuzzicarvi l’appetito!

 


 

MARE E BENESSERE IN FLORIDA: L’ESCLUSIVA PALM BEACH COUNTY


di Riccardo Celani

 

Fare il bagno in un mare invitante, vedere passeggiare un Kennedy, cenare al ristorante allo stesso tavolo del Presidente degli Stati Uniti … tutto è possibile nella contea di Palm Beach County e nella SPA del Waldorf Astoria Boca Raton Resort & Club.

 


 

Una ricchezza evidente

Un milionario ogni 300 persone. E’ la sbalorditiva cifra indicata con orgoglio dagli abitanti della Contea di Palm Beach in Florida. Non a caso lo slogan del “Palm Beach County Convention and Visitors Bureau” – www.palmbeachfl.com il locale ufficio del turismo è: “The best of everything”, il meglio di tutto. Ed è vero. Le 37 cittadine che fanno parte della contea offrono, in ogni periodo dell’anno, spettacoli, festival, attività culturali e sportive di alto livello. Distesa lungo la costa atlantica della Florida, Palm Beach County ha ben 75 chilometri di costa ancora intatta e più di 2000 ristoranti, con una cucina che ha nel pesce, nei crostacei e nelle composizioni di frutta fresca i piatti forti. Le vie dello shopping competono con quelle di New York, Chicago e Los Angeles, e le ville dei magnati americani (e non solo) si susseguono discrete a decine lungo verdi viali, che si alternano a campi da golf e a lussuosi hotel. La Contea di Palm Beach fa parte della “Costa Dorata” della Florida e si trova ad un’ora e mezza da Miami, a due ore dalla mitica base spaziale di Cape Kennedy e a solo due ore e mezza da Orlando, famosa per i parchi Disney, gli Universal Studios e Sea World. Qui, dove le più attrezzate e lussuose SPA americane trovano accoglienza, il benessere e la ricerca della felicità sono una filosofia di vita, nella migliore tradizione americana.


 

Le vie dello shopping di lusso

Lo shopping a Palm Beach County, più che un “must” diventa un’irresistibile attrazione, in un luogo che offre una concentrazione di negozi di lusso che non ha niente da invidiare alle più famose città americane ed europee. Specialmente il “designer fashion” è di casa nelle boutique situate nella famosa Worth Avenue a West Palm Beach. Tiffany, Gucci, Escada, Jimmy Choo, Ferragamo e praticamente tutte le più famose firme a livello mondiale, offrono capi alla moda unici e su misura per clienti senza problemi di portafoglio.

Presso il “City Place”, nel cuore di West Palm Beach, nel nuovo “Palm Beach County Convention Center”, si possono trovare, oltre a negozi di particolare interesse, anche ristoranti alla moda e famosi locali di intrattenimento. Passeggiare nelle strade dello shopping di Palm Beach ed incontrare un Kennedy o un attore famoso rientra nella normalità. Prendere i caratteristici “trolley” ed arrivare nella rinomata Clematis Street permette di pranzare nei vari pub e bistro lungo la strada, rilassandosi tra un acquisto e l’altro con spettacoli all’aperto.

Famosi a Palm Beach sono anche i centri commerciali, che rappresentano un’esperienza unica, alla ricerca di tutto quello che l’immaginazione può pensare di acquistare. Lo spettacolare Mall a Wellington Green racchiude al suo interno 125 negozi e grandi magazzini di tutti i generi, tutto all’interno di uno spazio di circa…un milione di metri quadri! Il Town Center a Boca Raton presenta una serie di negozi di prima qualità. “Mecca” dello shopping sono anche il Boynton Beach Mall e il Palm Beach Mall. Vivace, lussuoso, rinomato ed indimenticabile è il Gardens Mall a Palm Beach Gardens, dove le più famose catene americane come Saks, Bloomingdales, Sears e Macy’s sono di casa.


 

La “trendy” Palm Beach

Specialmente negli ultimi anni, Palm Beach ha offerto nuovi scenari nell’ambito della ristorazione. Benessere, infatti, significa anche avere a disposizione più di 2000 ristoranti. Dalle apprezzate “steakhouses” tipicamente americane, come “Morton’s”, “Max’s Chop House”, “The Raindancer”, “Porter’s Steak House”, “Flaglers Steak House”, “Ruth’s Chris Steakhouse” e “Shula’s Steak House”, è possibile passare a ristoranti che fanno dei piatti a base di frutti di mare freschi, pescati nelle acque locali, la loro bandiera. I migliori chef internazionali preparano originali piatti di crostacei e pesce in famosi ristoranti, come il “Legal Seafood”, il “Palm Beach Yacht Club”, il “Sailfish Marina”, il “River House” e il “Mark’s City Place”.

E’ anche possibile avere un’esperienza “trendy” e cenare in un romantico bistro, o sperimentare il sushi giapponese, la “new American cuisine”, il fusion messicano ed asiatico. Oltre alla delizia del palato, il piacere della vista. A Palm Beach County non mancano certo i ristoranti con spettacolari viste sull’oceano o sui canali navigabili, dove è possibile cenare all’aperto sotto le stelle tutto
l’anno. Dopo cena, la vita notturna inizia con un giro ad Atlantic Avenue, Delray Beach e i nightclub di Lake Avenue e Lake Worth.

Per la sera, una sosta consigliata sono le fontane del “City Place”, costate tre milioni di dollari. Anche Clematis Street è un posto molto piacevole, con nightclub, pub e spettacoli all’aperto per grandi e bambini. Per divertirsi in modo più informale, basta prendete una coperta e un cestino da picnic e godersi i concerti all’aperto al “Sundays at the Meyer”, anfiteatro di West Palm Beach. Caratteristici di Mizner Park e della Old School Square sono, invece, i cinema all’aperto, mentre al Sound Advice Amphitheatre si possono ascoltare orecchiabili musiche popolari e jazz caldo e freddo. Visitare Palm Beach County può essere interessante, di giorno per lo shopping, ma di notte diventa un luogo addirittura scintillante. Dai vivaci locali notturni, salotti, cabaret, disco-club, dove si può danzare e assistere a spettacoli, alle discoteche retro-style, ai bar “sleek hipster”, ai locali country-western, le serate a Palm Beach County sono davvero un’esperienza di divertimento non-stop.

 


Un paradiso tropicale

Palm Beach County è al centro di un paradiso tropicale, situato sulla costa est della Florida, che vanta 75 chilometri di spiagge assolate. Questa meta sofisticata si sta sempre più sviluppando, per offrire vacanze di qualità a contatto con la natura, perché ecoturismo significa godere di una natura incontaminata e quindi sperimentare un certo tipo di benessere.

La Contea di Palm Beach presenta, infatti, una landa allo stato primitivo rimasta intatta nei millenni e mantenuta nella sua bellezza selvaggia. Tutto questo è stato possibile grazie all’imprenditore Henry Morrison Flagler, che negli anni venti del ‘900 comprò 35 chilometri quadrati di “Everglades”,
per raccogliere e filtrare in modo naturale i rifornimenti idrici comunali. Questa zona paludosa di rara bellezza è stata in seguito donata alla città di West Palm Beach. Il bacino di raccolta dell’acqua è diventato, quindi, un grande parco naturale protetto chiamato “Grassy Waters Preserve”, con un camminamento che si estende per circa due chilometri attraverso il “fiume d’erba”, gli Everglades. Habitat naturale delle pacifiche Manatee che a migliaia abitano le lagune. Sono stati in questo modo conservati migliaia di ettari di palude “sawgrass”, dove i turisti possono passeggiare ed osservare centinaia di uccelli d’acqua, come i rari “limpki”, i cervi volanti degli Everglades e moltitudini di ibis bianchi. E’ possibile anche scegliere un tour guidato in canoa attraverso la palude di erba, per avere un maggiore contatto con la natura primitiva e provare emozioni indimenticabili. L’adrenalina scorre infatti rapida quando, magari, uno spaventoso alligatore lungo cinque metri schizzerà fuori dall’acqua come un’esplosione, in un geyser marrone di melma e poi striscerà via, lasciando il visitatore impietrito. Volpi, lontre, cervi e conigli selvatici faranno capolino dalle isolette che punteggiano la palude e i grandi aironi blu, i pesci dalle pinne appuntite e le centinaia di specie di uccelli dai mille colori, che abitano questo ambiente naturale, delizieranno i visitatori.

Da maggio fino ad agosto, inoltre, è possibile ammirare nella Contea di Palm Beach uno dei più spettacolari e commoventi eventi offerti dalla natura: il ciclo di nascita delle tartarughe marine giganti. Per quattro mesi, al chiaro di luna, centinaia di tartarughe marine madri, alcune di peso superiore ai 150 chili, si muovono lentamente sulle spiagge atlantiche, scavano con le loro alette delle buche e depositano fino a 120 uova nella sabbia calda e i visitatori sono ammessi a questo reparto maternità!

 

 


 

 

 

Attrazioni, sport e tanto golf

Gli appassionati degli sport acquatici trovano, lungo le coste atlantiche di Palm Beach County, la possibilità di soddisfare ogni loro desiderio. Noleggiare una barca per un giorno in alto mare e sperimentare l’improvviso ed elettrizzante balzo di un branco di delfini, è un’emozione che pochi dimenticano. Palm Beach County presenta eventi ed attrazioni speciali, rivolti sia a chi viaggia per affari, sia ai turisti in vacanza.

I corsi di golf di fama mondiale e le numerose scuole di golf offrono attrattive e sfide per giocatori di ogni livello. Palm Beach County ospita ogni anno due campionati importanti di golf, l’ADT Women’s Championship e l’Honda Classic, ai quali partecipano i giocatori di golf professionisti migliori del mondo. L’elegante National Croquet Center, il più grande complesso di croquet del mondo, si distingue per il suo “golf croquet” ed è aperto tutto l’anno, per fare sport e per divertirsi. Famosi anche i tre parchi acquatici a tema, come il “Calypso Bay Waterpar”, il “Coconut Cove Waterpark” e il “Barracuda Bay”, che promettono giornate piene di divertimento.

Per chi cerca l’avventura, il Lion Country Safari offre sette grandi percorsi, attraverso 500 ettari, con centinaia di animali selvaggi che vagano liberamente. L’acquario marino del “South Florida Science Museum” mostra, tra le altre cose, la bellezza di un banco di coralli e ha un planetario per chi vuole godere della bellezza di un cielo notturno.

 


 

Cultura significa benessere dello spirito

Durante l’anno, sono a disposizione dei visitatori di Palm Beach innumerevoli possibilità di sperimentare cultura ad altissimo livello. La reputazione della contea come capitale culturale della Florida è ben meritata. Dai musei di livello mondiale, i teatri, i centri culturali, agli affascinanti luoghi storici, eccezionali opere artistiche ed un mosaico di festival multiculturali, la contea di Palm Beach presenta un’offerta variegata.

Fra gli eventi culturali più attesi possiamo elencare il “Foto Fusion” e il “South Florida Fair” a Gennaio, l’ArtiGras e il “Lake Worth Street Painting Festival” a Febbraio, il “Black Gold Jubilee” e il “Delray Affair” ad Aprile, e il “SunFest” a Maggio. Alcuni dei più popolari luoghi di ritrovo per i visitatori sono il Raymond F. Kravis Center per gli spettacoli, il “Norton Museum of Art”, il “South Florida Science Museum” e il “Flagler Museum”.

Cultura qui significa anche ammirare le originali architetture delle ville, degli hotel e degli edifici costruiti da famosi architetti, specialmente a Delray, West Palm Beach e Lake Worth. Da non perdere lo storico “Jupiter Lighthouse” – il faro rosso – a nord di Palm Beach County


 

La SPA diffusa

Come abbiamo visto, molte sono le esperienze che il visitatore può fare a Palm Beach, tra le quali quella di rinnovare lo spirito e ricaricare la psiche in una delle numerose SPA della contea. Dal “new age” al “new wave”, Palm Beach offre le migliori SPA d’America, che propongono una varietà di tecniche, di trattamenti, di programmi nutrizionali su richiesta, con servizi impeccabili ed in hotel lussuosi. Il Waldorf Astoria Boca Raton Resort & Club
www.bocaresort.com è sicuramente il più famoso ed esclusivo Resort della Contea di Palm Beach ed uno dei più conosciuti negli Stati Uniti.

 

 

 

 


 

Il leggendario Waldorf Astoria Boca Raton Resort & Club

Recentemente rinnovato, al costo di più di 100 milioni di dollari, e situato nel cuore della “Gold Coast” della Florida a Palm Beach County, il Waldorf Astoria Boca Raton Resort & Club si estende su 356 ettari ed offre 1043 lussuose stanze, 58 suite, 76 junior suite e 60 “one-bedroom golf villas”. Il Resort comprende una spiaggia privata lunga quasi due chilometri, la famosa Spa Palazzo, due campi da golf internazionali da diciotto buche, 30 campi da tennis, un porticciolo turistico, diverse piscine, un vasto centro congressi, 15 tra ristoranti e bar, attività sportive, un programma completo per i bambini e dà lavoro a 2200 persone di 60 nazionalità diverse. Un Resort veramente internazionale dove l’80% dei clienti sono Americani ma il 20% è rappresentato da una clientela internazionale specialmente inglesi, tedeschi, italiani e brasiliani”.

Molto interessante e ricca di fascino è anche la storia del Waldorf Astoria Boca Raton Resort & Club, che parte dai ruggenti anni ’20 dello scorso secolo, quando il 6 febbraio 1926 apre con il nome di “Cloister Inn”, costruito dal famoso architetto Addison Mizner. Solo nel 1930 il Resort prenderà il nome attuale. Questo è accaduto quando le strade e le ferrovie hanno dato la possibilità di raggiungere la Florida comodamente, e di dare il via allo sviluppo turistico di Palm Beach County. Durante la seconda guerra mondiale, il Resort diventa alloggio per gli aspiranti piloti dell’aviazione americana, che lo soprannominarono “la più elegante caserma della storia”. Dopo la guerra, il 1° marzo 1956, il Resort venne acquistato dalla società “Alcoa” per 22,5 milioni di dollari, al tempo la più grande operazione immobiliare nella storia della Florida. Nel 1969 vengono aggiunte al complesso originale la “Torre”, le ville vicino ai campi da golf e il Centro Congressi. Nel 1980 il Resort inaugura il Boca Beach Club, che si estende tra la spiaggia atlantica e l’intercostal.

Tra il 2001 e il 2002, infine, viene costruita la ormai famosa SPA Palazzo e l’ottimo ristorante toscano “Lucca”, e proprio al “Lucca”, nel miglior spirito democratico americano, puoi sentirti dire in italiano: “Ottimo Brunello quello che ha scelto signore, anche il Presidente degli Stati Uniti, che sedeva dove siede lei, ha ordinato la stessa bottiglia la scorsa settimana”.


 

L’Alhambra Palace SPA

La struttura della SPA è stata progettata ricreando l’incanto moresco, ispirandosi al famoso Palazzo dell’Alhambra in Spagna ed è caratterizzata da dozzine di sorprese architettoniche, ideate per stimolare il senso visivo degli ospiti. La
Spa Palazzo al Waldorf Astoria Boca Raton Resort & Club si propone, infatti, di replicare lo sfarzo antico coniugandolo ad un servizio estremamente professionale e personalizzato. I soffitti di legno pregiato, le finestre in stile gotico, le colonne, le piastrelle colorate fatte a mano, il particolareggiato lavoro in ceramica e la complicata lavorazione della pietra e del legno di mogano e cipresso, suscitano interesse e stupore nel visitatore.

La Spa del Waldorf Astoria Boca Raton Resort & Club è una mecca per gli amanti dei trattamenti benessere, con un’offerta di oltre 40 trattamenti, sia innovativi che tradizionali, ed un negozio di prodotti specifici fornitissimo. Magnifici giardini con cascate d’acqua accompagnano gli ospiti ad una serie di confortevoli stanze per i trattamenti, bagni termali, cinque salotti, una piscina ed eleganti fontane. L’elegante santuario della salute e della giovinezza presenta 44 stanze per trattamenti, due delle quali per massaggi in coppia, due centri termali, un eclettico menu di trattamenti spa, terrazze assolate, 5000 metri quadrati di giardini tranquilli, caratterizzati da distensive fontanelle.

Il Palazzo Spa si estende per 25.000 mq, comprende uno staff di 110-120 persone, ed è accessibile dalla lobby principale del Resort ed è aperto agli ospiti dell’hotel e a soci esterni di età non inferiore ai 16 anni. Il 65% dei clienti sono donne e il 35% uomini. Il 70% delle persone che richiedono trattamenti sono anche clienti dell’hotel (il 15% dei clienti dell’hotel prenota qualche trattamento) mentre il 30% sono soci esterni per una media di 220 trattamenti al giorno e un totale di circa 80.000 all’anno. La filosofia è quella di offrire al cliente un servizio personalizzato di alta qualità, compresi naturalmente i prodotti tra i quali: “Kerstin Florian” (Svezia), “Eminence” (Canada), “Oxygen” (USA) ed “Aromatherapy” (UK).


 

Un eclettico menù benessere

Palazzo Spa unisce tecniche innovative con le terapie delle SPA europee: massaggi individuali e per coppie, idroterapia, trattamenti esfolianti, maschere per il viso con estratti di erbe e fiori, alghe, sali marini ed agrumi della Florida. Ma la specialità è Triology, un bilanciato programma in quattro versioni (minerale, alle erbe, marina ed una energizzante per uomo) che
prevede, come dice la parola, un insieme di tre trattamenti (bagno minerale, massaggio ed esfoliazione del corpo) progettati per rimineralizzare, nutrire e riequilibrare. Ad ogni Triology è poi abbinato un prodotto specifico da utilizzare una volta a casa, affinché i benefici del programma proseguano nel tempo.

Il lussuoso centro termale del Palazzo SPA prende ispirazione dalla ricerca dell’esploratore spagnolo Ponce de Leon, della mitica fontana della giovinezza. All’interno di ogni centro termale – uno per uomini e uno per donne – vi sono nove bagni minerali aromatici; una vasca per idromassaggio; docce a cascata, bagno turco e sauna. Il percorso benessere comprende esercizi di rilassamento nel bagno turco, una disintossicazione nella sauna, un ringiovanimento o un’immersione rilassante nei bagni spa, un’esperienza intensificata da uno “scrub” esfoliante e da una maschera con aromaterapia.

Le eleganti sale dove è possibile rilassarsi danno il tocco finale ad un ambiente intimo ed elegante. I trattamenti comprendono anche lo “Scrub and Wrap” agli agrumi della Florida, il massaggio con le pietre, quello Thai, con gli aromi naturali e quelli per il viso. Gli ospiti della SPA Palazzo possono usufruire, per il relax tra un trattamento e l’altro, di due terrazzi soleggiati, dell’elegante salone con l’imponente camino sempre acceso, di un cortile lussureggiante pieno di angoli tranquilli e di una piscina coperta dove si può ascoltare musica in immersione … ancora una volta “The best of everything”!

JUNGFRAUJOCH TOP OF EUROPE

di Riccardo Celani


Il famosissimo Jungfraujoch – Top of Europe
in Svizzera è una delle località del mondo da visitare almeno una volta nella vita. La stazione ferroviaria è la più alta d’Europa e si trova a 3.454 metri sul livello del mare. I visitatori possono accedere a una regione di una bellezza stupefacente, in alta montagna, dove ghiaccio, neve e roccia, si fondono in una delle meraviglie della natura, che è possibile ammirare dalle piattaforme di osservazione sul ghiacciaio dell’Aletsch o dal Palazzo del ghiaccio. Il viaggio in treno per la Jungfraujoch è un’esperienza che attraversa l’Eiger e il Mönch. Alle stazioni intermedie Eismeer e Eigerwand, i visitatori possono godere della splendida vista di tutta la regione.

La storia ha visto protagonisti i lavoratori italiani, che insieme ad altri di diverse nazionalità, hanno costruito la ferrovia, scavando all’interno della montagna e del ghiacciaio il tunnel tuttora in uso. Si pensi ai mezzi dell’epoca e alle enormi difficoltà tecniche che hanno dovuto affrontare. Dobbiamo tornare al 1893, quando, in seguito a una gita nella località montana della Jungfrau, l’industriale svizzero Adolf Guyer-Zeller, originario di Zurigo, ebbe l’idea di una ferrovia di montagna che permettesse un facile accesso al ghiacciaio, sfruttando il fatto che era già stata costruita una ferrovia fino a Kleine Scheidegg alla base del Eiger. Ottenuta la concessione, nell’estate del 1896, iniziarono i lavori tra grandi difficoltà, per l’asprezza del clima e per l’altezza elevata. Il 1º agosto 1912 la ferrovia venne finalmente inaugurata e conobbe un successo immediato di pubblico, rimasto immutato fino ad oggi. Ma proprio in questi giorni di fine ottobre è stato approvato un nuovo formidabile progetto congiunto tra le Ferrovie dello Jungfrau e la società Männlichenbahn.


Con un terminale in comune tra treno e cabinovie, le nuove funivie offriranno un notevole aumento della qualità ai visitatori, in estate e in inverno. Incrementeranno la fruibilità del già vasto comprensorio sciistico, migliorando il già elevato standard internazionale e generando nuovi posti di lavoro attraverso i servizi, con negozi, ristoranti e centri dedicati agli sciatori e agli escursionisti in estate, fissando nuovi standard nel settore del turismo svizzero ed internazionale. Il nuovo collegamento di trasporto misto, treno-funivie, ridurrà in modo significativo i tempi di percorrenza dalle principali città svizzere ed europee per il comprensorio turistico. Pensate che Milano è distante da Interlaken solo 263 Km, di cui la maggior parte viaggiando in comode autostrade. I parcheggi presso le funivie e i treni sono molteplici e a basso costo. Migliorerà anche la fruibilità dell’intera regione in tutte le stagioni e la concentrazione dei viaggiatori non peserà più soltanto sul trasporto con il famoso storico treno. Kleine Scheidegg verrà riposizionata turisticamente e la V-BAHN assicurerà competitività a lungo termine del Jungfraujoch, di Grindelwald e dell’intera regione dello Jungfrau. Nuovi treni e materiale rotabile miglioreranno l’accesso a Wengen (già famosa per la gara annuale di Coppa del Mondo di sci), al fine di renderla più attraente per gli ospiti in vacanza. Inoltre darà la possibilità ai visitatori di tutte le età di sperimentare le escursioni, verso destinazioni come il paese di Grindelwald, in primo luogo, ma anche nei dintorni di Schynige Platte, Harder Kulm e Grindelwald-First e in generale di tutta l’area della regione delloJungfrau.


Come è possibile visualizzare dalla pianta dell’intero progetto, il treno storico rimarrà parte fondamentale del trasporto regionale. E’ importante ricordare che la ferrovia fa parte della Holding privata
Jungfraubahn, che conta circa 800 dipendenti e che comprende anche la Wengernalpbahn (WAB); sul Kleine Scheidegg la WAB la collega a Grindelwald e a Lauterbrunnen
, dalle quali i treni della Ferrovia Berner Oberland (BOB) la collegano alla rete delle Ferrovie Federali Svizzere a Interlaken Ost. Il progetto da poco approvato costerà 400 milioni di franchi svizzeri interamente a capitale privato e prevede una forte ricaduta sull’occupazione e dell’indotto.

La destinazione per le vacanze nell’Oberland Bernese, che ricordiamo è Patrimonio mondiale dell’Unesco, offre paesini incontaminati e spesso molto originali come Mürren. Nella valle di Lauterbrunnen si sale a bordo della funivia, dalla quale si ammira il paesaggio fantastico delle Alpi. Se si sente la pressione nelle orecchie e l’aria fresca di montagna nei polmoni, significa che hai raggiunto la località pedonale di Mürren, a 1650m sul livello del mare. Lasciatevi catturare dalla magia della natura intorno a questo tipico villaggio svizzero e godetevi una vacanza in pace e tranquillità. Da nominare è certamente l’Hotel Jungfrau. Confortevole 3 stelle, pulitissimo, che vanta una cucina di alto livello e soprattutto gode dai suoi balconi di una vista incredibile sulle montagne. L’hotel in estate è circondato da prati rigogliosi, ed è un punto di partenza ideale per escursioni e attività sportive di tutti i generi. In inverno, trovandosi in posizione ideale, vicino alla scuola di sci, con vista sui campi scuola, da dove partono innumerevoli piste adatte a tutti i tipi di sciatori. Inoltre l’hotel offre un’atmosfera amichevole e rilassata, dove gli unici suoni sono quelli degli uccelli che vi svegliano al mattino. Abituati al rumore della grande città e a quello delle auto, come abbiamo detto bandite a Murren, questo luogo aiuta a dimenticare i problemi quotidiani.



Sciare nella regione dello Jungfrau offrirà grandi opportunità per gli appassionati degli sport alpini per la stagione 2014 – 2015. Il comprensorio comprende 200 Km di piste, 100 Km di piste di fondo ben indicate e circa 50 chilometri di piste per slittino, che interessano le quattro principali località dell’area: Grindelwald, Wengen, Murren e Interlaken. Si può parlare di un vero e proprio paese delle meraviglie invernale. I periodi di apertura delle piste nella regione sciistica della Jungfrau saranno i seguenti (in condizioni di neve adatte): 6 dicembre 2014 – 19 aprile 2015 Kleine Scheidegg; 13 dicembre 2014 – 6 aprile 2015 Grindelwald-First; 13 Dicembre 2014 – 6 aprile 2015 Mannlichen; 13 Dicembre 2014 – 19 aprile 2015 Mürren-Schilthorn. In buone condizioni di neve, alcune installazioni saranno già aperte nei fine settimana dal 22/23 November 2014 (solo sabato e domenica). Le tre nuove webcam HD nel comprensorio sciistico offrono splendide immagini panoramiche. Le webcam sulla Kleine Scheidegg-Lauberhorn, Grindelwald-First e Männlichen immediatamente vi informano delle condizioni atmosferiche e dello stato delle piste direttamente sul vostro computer (vedere jungfrau.ch/webcams).



Per maggiori informazioni contattare:

Jungfraubahnen

Ferrovie della Jungfrau
Harderstrasse 14

CH-3800 Interlaken

Tel: +41 (0)33 828 72 33

Fax: +41 (0) 33 828 72 60
E-mail: info@jungfrau.ch

Web: http://www.jungfrau.ch

 

Grindelwald │Wengen │ Mürren │ Lauterbrunnen

JUNGFRAU REGION

Jungfrau Region Marketing AG

Destination Management Organisation
Untere Bönigstrasse 8, 3800 Interlaken

Tel: +41 33 854 12 28

Fax: +41 33 854 12 41
E-mail: info@jungfrauregion.ch

Web: www.grindelwald.ch

 

 

Hotel Jungfrau

3825 Mürren

Tel: +41 33 856 64 64

Fax: +41 33 856 64 65

E-mail: mail@hoteljungfrau.ch

Web: www.hoteljungfrau.ch

KAUAI – L’isola delle Hawaii dove ammirare la natura primordiale

 

di Riccardo Celani

 


Quando i primi viaggiatori attraversarono l’oceano Pacifico in canoe a doppio scafo 3000 anni fa, scoprirono alcune delle più belle isole del mondo, coperte da verdi montagne vulcaniche, attorniate da barriere coralline e costellate di palme di cocco. Il moderno viaggiatore
che vi approda in aereo troverà la stessa incredibile bellezza, oltre al ricco patrimonio di culture locali e alle possibilità comodità e possibilità di scoprire queste isole come importanti e uniche destinazioni tropicali per vacanze indimenticabili avvolti da una natura primordiale e da un mare stupendo dove le onde s’infrangono su spiagge esotiche.


Tra queste isole, per molti di coloro che ne hanno potuto apprezzare lo splendore, Kauai è la più bella e la più insolita delle isole Hawaii. Rigogliosa e verde, Kauai merita il soprannome di “Isola Giardino”. Kauai è la quarta in ordine di grandezza e la più occidentale delle isole visitabili. Questo lussureggiante paradiso tropicale è quasi totalmente rurale, con piccoli paesi sparsi lungo le coste, meridionale, orientale e occidentale, collegate da un’unica strada.


Le note della colonna sonora del film Giorni di gloria o di Jurassic Park rimbombano nelle orecchie dalle grandi cuffie. Questi sono alcuni dei film girati a Kauai. Sotto di voi vedete l’ombra del vostro elicottero (ottima e sicura la Blue Hawaiian Elicopters) attraversare le piantagioni di canna da zucchero. Improvvisamente appare il Waialeale Crater, al di sotto della sua nube perenne. Il pilota si è abbassato al punto che sembra di poter tendere la mano per cogliere una delle felci che coprono le sue verdi pareti, mentre gli spruzzi di una cascata in alto ricadono sul tettuccio dell’elicottero.


La maggior parte delle località turistiche si trovano sulla costa meridionale a Poipu Beach, nei dintorni di Wailua, Kapaa e Kalapaki Bay sulla costa orientale e a Princeville su quella settentrionale. Sul versante occidentale dell’isola la Na Pali Coast, una spettacolare regione selvaggia di ripide scogliere, spiagge isolate e strette valli, è raggiungibile solo via mare, in elicottero o attraverso un tortuoso sentiero.


Il Waimea Canyon, spesso chiamato il Grand Canyon del Pacifico, è una delle meraviglie delle Hawaii. Questa gola, profonda 871 m, è caratterizzata da pareti rocciose color rosso, arancione, giallo e ocra, in netto contrasto con il verde brillante della circostante vegetazione tropicale. Potete attraversare la gola in aereo o a piedi, oppure raggiungere un punto molto panoramico sul ciglio in auto o con una visita guidata.


Kauai è la terra leggendaria dei Menehune, una popolazione mitologica di piccoli uomini dai poteri magici. Si racconta che furono loro a costruire il Menehune Ditch, le rovine di un grande corso d’acqua, e il Menehune Fish Pond, uno stagno preistorico arginato da muri di pietra. La cittadina principale di Kauai è Lihue, dove troverete negozi che vendono prodotti artigianali hawaiani e ristoranti che servono piatti polinesiani e orientali.


 

Il vicino Grove Farm Homestead racchiude una delle più vecchie piantagioni di zucchero, risalente al 1864. Il Kiahuna Plantation Resort and Gardens faceva parte di una tenuta privata; oggi è aperto al pubblico e particolarmente noto per gli splendidi giardini tropicali con lussureggianti coltivazioni di orchidee.

Una delle escursioni preferite a Kauai consiste nel risalire il Wailua River (l’unico fiume navigabile delle Hawaii) fino a Fern Grotto, una particolare grotta straripante di felci, spesso usata come sfondo per matrimoni. Hanalei, vicino all’estremità settentrionale della strada principale, è uno dei luoghi più belli dell’isola.


Ottimo a Kauai lo Sheraton Hotel per la qualità del servizio e da non perdere, nella stessa zona, il Beach House Restaurant, per l’ottimo cibo e per il più indimenticabile e romantico tramonto di tutte le Hawaii.

MASADA

«CHI VENIVA DESIGNATO DOVEVA UCCIDERE GLI ALTRI NOVE E PER ULTIMO SE STESSO.» da GIUSEPPE FLAVIO, LA GUERRA GIUDAICA, VII, 8

di Riccardo Celani


Il Palazzo Costruito da Erode il Grande

Nel I secolo a.C. la fortezza era il palazzo di Erode il Grande che tra il 37 a.C. e il 31 a.C. la fece fortificare. La cittadina era arroccata su tre diversi livelli verso lo strapiombo sul lato nord della rupe, dotato di terme con caldaia centrale, magazzini sotterranei ed ampie cisterne per la raccolta dell’acqua; nel 66 era stata conquistata da un migliaio di Zeloti che si insediarono con donne e bambini; quattro anni dopo – nell’anno 70 – caduta Gerusalemme, vi trovarono rifugio gli ultimi strenui ribelli non ancora disposti a darsi per vinti.

La Fortezza



Pensate ad una antica fortezza, da cui si può dominare il deserto di Giuda, il fiume Giordano, il Mar Morto e l’attuale Giordania. Situata su un altopiano roccioso a 400 m di altitudine rispetto al Mar Morto, nella Giudea sud-orientale, in territorio israeliano a circa 100 km a sud-est di Gerusalemme. Mura alte cinque metri, lungo un perimetro di un chilometro e mezzo, con una quarantina di torri alte più di venti metri, la racchiudevano, rendendola pressoché inespugnabile.


A rendere ancor più difficile un assedio contribuiva la particolare conformazione geomorfologica della zona: unico punto di accesso era, anche secondo il racconto di Giuseppe Flavio, il sentiero del Serpente, un sentiero talmente ripido (ancora esistente) e caratterizzato da tanti tornanti da costituire un serio ostacolo per la fanteria. La fortezza divenne nota per l’assedio dell’esercito romano durante la prima guerra giudaica e per la sua tragica conclusione.

L’Assedio e la Caduta


Flavio Silva fece erigere un muro perimetrale per impedire la fuga agli assediati; eresse ai piedi della fortezza otto campi in cui potevano stare circa novemila soldati. I campi di grandi dimensioni, erano occupati dalla X Legio Fretensis.


Un gigantesco terrapieno alto 80 m fu costruito con terra e travi di legno; sopra di esso venne innalzata una torre mobile che conteneva l’ariete. Questa torre poggiava su una piattaforma di pietra attaccata al muro occidentale della fortezza. Silva lanciò l’assalto solo quando fu sicuro che gli assediati non avrebbero avuto alcuna possibilità di resistere. I Romani bersagliarono Masada con proiettili lanciati da catapulte e balestre e infine riuscirono ad aprire una breccia nelle mura con l’ariete. Dietro a queste i Romani si trovarono di fronte a un’ulteriore cinta, la cui struttura di legno fu però facile da incendiare. Tuttavia, poco prima che ciò avvenisse, nell’anno 74 gli assediati misero in atto un’azione rimasta unica nella storia; quando i soldati romani vi entrarono senza trovare resistenza davanti ai loro occhi trovarono solo una orrenda ecatombe: il suicidio collettivo della comunità ebraica degli Zeloti che aveva resistito al potere di Roma anche dopo la caduta di Gerusalemme e la distruzione del Secondo Tempio. Vedendosi senza scampo, gli ultimi difensori della cittadella preferirono la morte alla schiavitù. I Romani scoprirono 960 cadaveri; due donne e cinque bambini sopravvissuti narrarono loro gli ultimi terribili momenti trascorsi nella fortezza. Giuseppe Flavio, pur non stimando gli zeloti, nel libro XII della Guerra giudaica ci riporta il coraggioso discorso con cui Eleazar ben Jair spinse i compagni al suicidio collettivo.

“Mai più Masada cadrà”

Dopo la sua presa, Masada rimase in mano ai Romani fino a tutta l’epoca bizantina. In questo periodo venne a lungo abitata da monaci cristiani che vi costruirono anche una basilica. Dopo l’invasione araba il luogo venne abbandonato e piano piano si perse addirittura il ricordo della sua posizione; venne infine riscoperta oltre un secolo e mezzo fa per diventare simbolo della causa sionista. Fino a poco tempo fa le reclute dell’esercito israeliano venivano condotte sul luogo per pronunciare il giuramento di fedeltà al grido di: “Mai più Masada cadrà”.


Masada è stata in parte ricostruita ed è diventato uno fra i più importanti siti archeologici di Israele grazie anche agli scavi compiuti a partire dagli anni sessanta sotto la guida dall’archeologo
Yigael Yadin. Sono stati riportati alla luce i resti dell’antica fortezza: evidenti risultano i segni dei campi militari romani, con mosaici di notevole qualità, bagni ed anche i massi di pietra lanciati dalle catapulte. Come segno dell’occupazione zelota resta solo una piccola sinagoga mentre più recente, risalente al V secolo è una basilica fatta costruire da monaci penitenziali.

Paesaggio suggestivo


L’altopiano su cui sorge Masada, immerso nella depressione del Mar Morto, offre uno scenario naturale raro se non unico al mondo: la sua posizione sotto il livello del mare seppure in rilievo rispetto al territorio immediatamente circostante offre suggestioni paesaggistiche emotivamente molto forti, difficilmente descrivibili. Molti dei turisti che frequentano il sito iniziano la scalata al sentiero del Serpente prima dello spuntare delle prime luci dell’aurora (nel buio della notte rischiarato unicamente dalla luna e dalle stelle), per riuscire a vedere l’alba da dentro i resti dell’antica fortezza. Il sole sembra sorgere quindi da una parete rocciosa (che in realtà è il resto della terra) per riversare la sua luce su tutto l’avvallamento circostante. Nel 1998 è stata costruita una funivia che collega la fortezza con una stazione a valle, superando un dislivello di 290m; la stazione superiore della funivia è situata ad una quota di 33m s.l.m.

YELLOWSTONE NATIONAL PARK

di Riccardo Celani

“Anche se gli animali di Yellowstone sembrano addomesticati sono ancora selvaggi. Nutrire gli animali non è consentito in alcun modo, e tutti i visitatori devono tenersi a 100 metri di distanza da lupi e orsi, e a 25 metri da altri animali.”

Storia e cultura

La storia umana della regione Yellowstone risale a più di 11.000 anni. Da allora fino ad un passato molto recente, molti gruppi di nativi americani hanno usato il parco come loro casa, terreni di caccia e vie di trasporto. Questi usi tradizionali del territorio, oggi parco nazionale, continuarono fino a poco più di 200 anni fa, quando le prime persone di discendenza europea hanno scoperto questo meraviglioso ambiente naturale. Nel 1872 un paese che non aveva ancora visto il suo primo centenario, ha stabilito che Yellowstone diventasse il primo parco nazionale del mondo. Un nuovo concetto è nato e con esso un nuovo modo per le persone di preservare e proteggere il meglio di quello che la natura ha creato, per il beneficio e il godimento delle generazioni. Questa è la ragione principale per la quale il parco è stato istituito nel 1872 come primo parco nazionale, un’idea dell’America che si diffuse in tutto il mondo. Una selvaggia montagna, casa per gli orsi grizzly, lupi e mandrie di bisonti e alci, il parco è il cuore di uno degli ultimi, quasi intatti, ecosistemi naturali in una zona temperata della Terra.Nativi americani in abiti tradizionali.

Il più grande parco nazionale del mondo


Yellowstone è il più grande parco nazionale del mondo ed è aperto tutto l’anno. Yellowstone è un tesoro che ispira timore reverenziale nei viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Sebbene l’Islanda e la Nuova Zelanda siano note per i loro geyser, in nessuna parte del mondo ce ne sono tanti attivi come a Yellowstone. Il Parco Nazionale di Yellowstone ha la più alta concentrazione di grandi e piccoli mammiferi nei 50 Stati, tra cui il bisonte americano, alci, grizzly ed orsi neri, coyote, lupi, pecore bighorn, cervi, muli, scoiattoli e marmotte. Le specie di uccelli includono il falco pescatore, i pellicani, i cigni trombetta e il bluebird occidentale. Inoltre, Yellowstone è la patria di 11 specie di pesci, cinque specie di rettili e quattro specie di anfibi. Il parco vanta una incredibile varietà di tipi di vegetazione, da quelle desertiche a quelle tipiche dei prati e dei boschi. Da non dimenticare i fiori dai colori mozzafiato. E’ possibile esplorare Yellowstone dal ciglio delle strade principali che attraversano questo vasto territorio o scoprendo i 1.600 chilometri di sentieri che attraversano il parco. Il Parco Nazionale di Yellowstone (Yellowstone National Park) si trova negli Stati Uniti e più precisamente nell’estremo settore nord-occidentale dello stato del Wyoming e sconfina, per un piccolo tratto, negli stati del Montana e dell’Idaho, occupando un’ampia zona delle Montagne Rocciose.
Il parco si estende per 8.980 km² su una serie di altipiani che hanno un’altitudine media di 2.400 metri s.l.m. La zona è attraversata da diversi corsi d’acqua, il più lungo dei quali è il fiume Yellowstone, da cui il parco prende il nome, che lo attraversa totalmente da sud a nord per poi gettarsi nel lago omonimo, gettandosi successivamente in un profondo canyon e creando due magnifiche cascate. Il nucleo centrale dell’ecosistema di Yellowstone è uno dei più grandi ecosistemi intatti della zona temperata rimasto sulla Terra. Yellowstone è il più antico parco nazionale del mondo (è stato fondato nel 1872) e dal 1978 è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

La più grande collezione al mondo di Geyser

E’ un paese delle meraviglie. Old Faithful e la maggior parte dei geyser del mondo sono conservati qui. Yellowstone National Park è la patria di circa 10.000 tipologie termiche, più di 500 delle quali sono geyser.Infatti, Yellowstone contiene la maggior parte dei geyser al mondo. All’interno delle località termiche di Yellowstone si può vedere il prodotto di milioni di anni di geologia al lavoro. Gran parte di Yellowstone si trova all’interno di un’antica caldera vulcanica (il cratere di un vulcano esploso) con una formidabile eruzione avvenuta 600.000 anni fa. Per i successivi centinaia di migliaia di anni la lava è fluita lentamente e ha riempito la maggior parte della caldera. Anche ora, in alcuni luoghi, la roccia quasi fusa si trova a non più di 2-5 chilometri sotto la superficie. Il calore rende nota l’attività vulcanica, con la presenza del riscaldamento delle acque sotterranee e la creazione delle tipologie termiche che caratterizzano l’area del parco. I quattro tipi di base di tipologie termiche presenti nel parco sono: geyser, sorgenti termali, fumarole e pozze di fango. Molti di questi sono concentrati nei principali bacini dei geyser di Yellowstone: Upper, Midway, Bassa, Norris, West Thumb, Shoshone e Heart Lake. I Geysers are hot springs that erupt periodically. Geyser sono sorgenti di acqua calda che eruttano periodicamente. Le eruzioni sono il risultato di acqua surriscaldata sotterranea che rimane intrappolata in canali che portano alla superficie. Le temperature più calde sono in fondo a questi canali (più vicino alla roccia calda che riscalda l’acqua), ma l’acqua profonda non può vaporizzare a causa del peso dell’acqua sovrastante. Invece, il vapore viene inviato verso l’alto in bolle, raccogliendosi in spazi ristretti del canale fino a quando questi non si intasano, cosa che porta a un punto in cui le bolle confinate riescono a sollevare l’acqua sovrastante, costringendo il geyser a traboccare. Ciò causa la pressione che porta a una ebollizione violenta e improvvisamente produce un volume enorme di vapore, che spinge con violenza l’acqua surriscaldata fuori dalla bocca. This is an eruption. Si tratta di una eruzione. Man mano che l’eruzione continua, il calore e la pressione diminuiscono gradualmente e l’eruzione si ferma quando il serbatoio dell’acqua è esaurito o il vapore si esaurisce.I due tipi di geyser sono il geyser fontana (che spara acqua in varie direzioni formando di una specie di piscina) e il geyser cono (che spara acqua in un getto abbastanza stretto, che prende la forma di un cono).

Oltre un milione di visitatori nel 2013

Ci sono stati 744.056 visitatori a Yellowstone nel mese di giugno per un totale di 1.016.651 per i primi sei mesi del 2013. I biglietti d’entrata costano:

$ 25 – privato, veicolo non commerciale

$ 20 – moto o motoslitta (inverno)

$ 12 – Visitatori 16 anni per entrare a piedi, in bici, sci, ecc

* Questa tariffe offrono al visitatore un permesso di ingresso di 7 giorni per Yellowstone e il Grand Teton National Parks.

E’ di $ 50 il “Park Pass” annuale, che prevede l’ingresso per un singolo veicolo non commerciale privato a Yellowstone e al Grand Teton National Parks. I $ 10 “Interagency Senior Pass” (62 anni e più) è un biglietto speciale a vita, a disposizione di cittadini americani o residenti permanenti.

Yellowstone ha 5 ingressi al parco:North Entrance – Gardiner, MT, the North Entrance is the only park entrance open to wheeled vehicles all year.

Ingresso Nord – Gardiner, MT, l’Ingresso Nord: è l’unico ingresso del parco aperto ai veicoli tutto l’anno. La US Highway 212 est di Cooke City è comunque chiusa ai veicoli da novembre ad aprile. The Mammoth to Norris road è aperta a veicoli a ruote dal 20 aprile al 4 novembre e per i veicoli con gomme da neve dal 17 dicembre al 12 marzo. Il più vicino servizio di linea aerea è Bozeman, MT.

Ingresso Ovest – West Yellowstone, MT: l’ingresso è aperto a veicoli a ruote dal 20 aprile al 4 novembre e per i veicoli con gomme da neve dal 17 novembre al 12 marzo. Il più vicino servizio di linea aerea è West Yellowstone, MT, Bozeman, MT, Idaho Falls, ID, e Salt Lake City, UT.

Ingresso Nordest – Porta d’argento e Cooke City, MT: è aperto tutto l’anno per i veicoli a motore a Cooke City attraverso l’ingresso Nord. Le date di apertura per le strade est di Cooke City variano di anno in anno, a seconda delle condizioni climatiche. La strada principale di Beartooth è aperta da fine maggio / inizio giugno a metà ottobre e dipende dalle condizioni atmosferiche. Il più vicino servizio di linea aerea è Billings, MT.

IngressiSouth & East Entrances – Aperti ai veicoli dall’ 11 maggio al 4 novembre, e per i veicoli con gomme da neve dal 17 novembre al 12 marzo. Il più vicino servizio di linea aerea è Jackson, WY e Cody, WY all’ingresso Est.

Per decidere dove soggiornare, è importante sapere quanto tempo si ha a disposizione e ciò che si vuole vedere. Per fare un esempio, se avete intenzione di visitare il Parco Nazionale di Yellowstone solo un paio di giorni e conoscere alcune delle principali attrazioni, West Yellowstone sarebbe una buona base. Da lì, parte un breve tragitto in auto per i bacini dei geyser Old Faithful, e il Grand Canyon dello Yellowstone. Se si vuole avere l’esperienza più approfondita del parco Old Faithful sarebbe una buona scelta. Per visualizzare la maggior parte della fauna selvatica, si consiglia l’ingresso nord-est e un breve viaggio per la valle Lamar.

Il momento migliore per visitare il parco dipende dai vari interessi. Ecco un sommario: la primavera propone una ricca fauna selvatica, cascate fragorose e tempo molto variabile anche con nevicate. In estate tutte le visite sono possibili, luglio è il mese più gettonato. L’inverno è un momento di tranquillità. Negli anni passati è stato il momento più “economico” per visitare la maggior parte del parco. Ora è più limitato a meno che non ci si possa permettere un tour in motoslitta o un tour guidato. L’Ingresso Nord è il più attivo a causa della facilità di accesso. Con 5 ingressi e oltre 2 milioni di ettari è molto importante pianificare il viaggio in anticipo a Yellowstone e … attenzione alle merende … gli orsi Yoghi e Bubu vi attendono!

CHICAGO

di Riccardo Celani

“My Kind of Town”

 


 

 

Chicago: una città da scoprire

 

Nel 1916 Il Poeta Carl Sandburg descrisse Chicago come la “Città dalle grandi spalle” e la città è ancora orgogliosa di questo soprannome. Con i suoi musei di fama mondiale e le attrazioni culturali che convivono con le sue fiorenti imprese commerciali e industriali, Chicago è una città forgiata dall’energia e la forza dei suoi cittadini. Vi sono così tante esperienze da fare e sono così numerosi i luoghi da visitare, che diventa difficile in poco tempo catturare la complessità di una città che Frank Sinatra ha immortalato in una delle sue più famose e indimenticabili canzoni, ancor oggi viva nella memoria: “My Kind of Town”.

Chicago è stata la mia “prima” città Americana che ho visitato. Sono arrivato con uno dei voli diretti da Milano dell’American Airlines e subito mi sono innamorato dei suoi grattacieli, dei suoi locali di musica Jazz, dello shopping senza fine proposto nella Michigan Avenue, del suo fiume che passa come un serpente d’acqua attraverso i grattacieli, delle sue tante attrazioni, dei musei e dei centri culturali, del fantastico lungolago ed dei suoi originali hotel. Dopo quella prima volta sono sempre tornato con grande piacere a Chicago, una città che non finisce mai di stupire e che sempre ti propone qualcosa di nuovo. Tante sono le sue attrazioni, proviamo a proporne alcune tra le più interessanti e visitate.

 

John G. Shedd Aquarium

 


 

 

Con più di 2 milioni di visitatori ogni anno, il “John G.Shedd Aquarium” è l’attrazione culturale più visitata di Chicago. Ed è facile capire perché: è possibile vagare attraverso più di 80 diversi habitat e conoscere circa 1.500 specie diverse.

Il recenteAbbott Oceanario” offre una vista spettacolare e ravvicinata delle balene beluga, dei delfini del Pacifico, delle lontre marine dell’Alaska e dei leoni marini della California, mentre i 340.687 del Mar dei Caraibi con il “reef”, offre una visione a 360 gradi della vita marina nelle acque tropicali.

 

 

Art Institute of Chicago

 


 

 

 

 

Numerosissimi i tesori d’arte da visitare presso l’Art Institute of Chicago. Questo magnifico edificio in stile Beaux-Arts, con due leoni di pietra a guardia della sua entrata che si affaccia su Michigan Avenue, è sede di opere d’arte che abbracciano 5.000 anni di storia umana, provenienti da tutto il mondo.

LaModern Wing”, che ha aperto nel 2009, ospita l’arte contemporanea, la pittura europea e la scultura moderna in un ambiente mozzafiato.

 

 

 

Adler Planetarium

 

 

 

L’Adler Planetarium, che si affaccia sul lago Michigan, è in una posizione panoramica invidiabile su tutta la città di Chicago. La più famosa attrazione è il Galaxy Wall – con la più spettacolare e completa vista della nostra Via Lattea. Una visione avvincente adatta ad intrepidi esploratori, che ci incoraggia a rompere i legami di terra per rivolgersi all’infinità della galassia.

    

The Field Museum

 

Ogni viaggio a Chicago dovrebbe includere un appuntamento con Sue, il più grande, meglio conservato e completo al mondo, Tyrannosaurus rex. Al di là della vasta roccia e collezioni di fossili, i visitatori possono viaggiare attraverso quattro miliardi di anni di vita sulla Terra. Nella mostra permanente “Evolving Planet” è possibile ammirare una collezione unica di pietre preziose, dai loro esordi grezzi alle trasformazioni in gioielli scintillanti.

 

Skydeck Chicago

L’edificio più alto dell’emisfero occidentale è famoso per le sue vedute strabilianti di Chicago, di larga parte del territorio e del lago Michigan. Situato in cima alla Torre Willis (ex Sears Tower), Skydeck Chicago attira quasi 1,3 milioni di visitatori ogni anno nella piattaforma di osservazione situata al 103 ° piano, che sorge 412,4 metri sopra il livello della strada: il John Hancock Observatory, che è aperto fino alle 11:00 tutti i giorni. Per arrivare all’osservatorio si utilizzano gli ascensori più veloci del Nord America, che arrivano al 94 ° piano in soli 40 secondi. Nelle giornate limpide, è possibile avvistare molti dei simboli di Chicago e di scrutare l’orizzonte verso il Michigan, Wisconsin, Indiana e Illinois. Per i più coraggiosi, che non soffrono di vertigini, è possibile uscire sul cornicione, un balcone protetto da vetri, per cogliere una vista di indescrivibile bellezza.

Museo della Scienza e dell’Industria

 


 

Il più grande centro scientifico nell’emisfero occidentale, il Museo della Scienza e dell’Industria, è stato il primo museo in Nord America ad offrire ai visitatori la possibilità di toccare e interagire con le esposizioni. Questa tradizione continua ancora oggi con mostre che incoraggiano le persone a diventare protagoniste: si può sincronizzare il proprio cuore al battito di un cuore gigante, aprire un ponte levatoio sul fiume Chicago dove passa un modello di treno, e mettere in pratica le tue mosse sul campo da basket con l’aiuto di un istruttore virtuale.

 

 

 

Millennium Park


E’ uno dei posti più innovativi di Chicago da visitare, il Millennium Park è rapidamente diventato una destinazione da visitare assolutamente per i turisti e i cittadini di Chicago. Con centinaia di concerti gratuiti e spettacoli offerti durante tutto l’anno presso l’originale Jay Pritzker Pavilion, un’immensa scultura conosciuta affettuosamente come “The Bean” (il fagiolo), e 2,2 ettari giardino da esplorare, il Millennium Park è all’altezza del motto latino che contraddistingue Chicago: Urbs in Horto – Città in un giardino.

 

Magnificent Mile


 

Su Michigan Avenue, a partire dal fiume Chicago e verso nord per 1 miglio (1,6 Km) a Oak street, si trova un quartiere di architettura, shopping, ristoranti e attività che ha pochi rivali al mondo. Il Magnificent Mile è una mecca per lo shopping a livello internazionale dedicata ai turisti, agli uomini d’affari e ai cittadini di Chicago.

 

Navy Pier


Il Navy Pier comprende più di 20 ettari del lungolago di Chicago. Navy Pier è davvero una città nella città. Con negozi, ristoranti, parchi e giardini, musei, palchi e attrazioni, questo punto di riferimento di Chicago attira milioni di persone ogni anno. Fuochi d’artificio illuminano la skyline di Chicago due volte alla settimana, durante i mesi estivi, e i 45,7 metri della ruota panoramica che opera tutto l’anno, tempo permettendo. Non c’è da meravigliarsi che il Navy Pier è spesso considerato uno dei migliori luoghi da visitare di Chicago.

NGORONGORO:IL GIARDINO DELL’EDEN

Appunti di viaggio di Katia Raimondi


 

La riserva naturale di Ngorongoro, nel nord della Tanzania, occupa una superficie di circa 8300 chilometri quadrati ma ciò che la rende unica non è la vastità, bensì la sua struttura. Ci inerpichiamo con la jeep lungo una pista di terra rossa, circondata da una foresta impenetrabile, e raggiungiamo il bordo del cratere: in tempi remoti il vulcano di Ngorongoro è sostanzialmente esploso, crollando su se stesso fino alla sua base, la caldera, per poi spegnersi definitivamente. Ciò che vediamo oggi quindi è la caldera del vulcano, la più grande caldera intatta del mondo, un’ampia depressione circolare che misura 16 chilometri di diametro, occupa un’area di 265 chilometri quadrati e si trova a 2200 metri sul livello del mare… un posto pazzesco!

 

Un’unica strada percorre la corona del cratere, proprio sul bordo, e solo quattro scendono al suo interno. Le pendici del cratere sono occupate dalla foresta pluviale che durante le ore notturne affiora, come si trattasse di tanti immobili spiriti, dalla nebbia che riempie il vulcano. All’interno del cratere invece, e questa dicotomia mi stupisce, troviamo la savana, punteggiata di rare macchie di acacie, e un grande lago. Mentre scendiamo sento che il tempo si è fermato e siamo tornati all’epoca dei primi uomini, quando la vita seguiva i ritmi lenti e logici della natura, quando era il pianeta ad occupare lo spazio maggiore, non il cemento, quando eravamo solo animali che vivevano in armonia con gli altri animali!

 

Armonia è la parola che più viene in mente stando qui, insieme a vita: come in un mondo parallelo vediamo branchi di gnu, gruppi di zebre e gazzelle che pascolano insieme, e poi mamma facocero con i suoi cuccioli, e gli struzzi e, guarda!, due elefanti che camminano là in fondo! C’è un silenzio totale, sentiamo il rumore dell’erba strappata dalle bocche delle zebre, e in questo silenzio tutti vivono insieme in armonia, in un’affollata esplosione di vita! Certo, se ci sono gli erbivori, ci sono anche il leone e la sua temibile consorte ma se non hanno fame nessuno ha da preoccuparsi!


Nella categoria predatori abitano questo luogo anche iene, sciacalli e leopardi, solitamente appollaiati sugli alberi della foresta che circonda il cratere, e avvoltoi. La foresta è anche il regno dei babbuini e delle blue monkey mentre negli stagni all’interno della caldera troviamo i goffi, quanto pericolosi, ippopotami. Insomma, ci sono tutti, solo giraffe e impala mancano all’appello e gli elefanti sono scarsi: questi animali abitano solitamente le aree più boscose della savana ma qui le acacie sono poche. Anche gli amanti degli uccelli hanno qui di che affascinarsi, soprattutto se apprezzano i fenicotteri rosa: il lago all’interno del cratere ospita una delle colonie più numerose di tutta l’Africa!

 

Noterete poi che ippopotami e fenicotteri non abitano le stesse acque: i laghi nei parchi della Tanzania sono formati da ruscelli piovani e non hanno emissario, quindi l’acqua si disperde per evaporazione. Ciò rende i laghi piuttosto salati e ricchi di minerali ma, se questo è ottimo per la crescita dell’alga rossa di cui si nutrono i fenicotteri, non è cosa buona per gli ippopotami, che mancando di sudorazione, necessitano di acque dolci e fresche per sopportare le ore più calde.


Terminata la durata del permesso giornaliero, sei ore, usciamo dal cratere diretti al parco del Serengeti ma lo spettacolo non è ancora finito. Scendendo al di là del cratere ci immergiamo in un’ampia vallata tappezzata di erba verdissima, dove gli animali selvatici pascolano insieme alle mandrie di pecore e mucche dei masai… il giardino dell’Eden non è solo dentro il cratere! La tribù masai è l’unica a cui è permesso vivere e spostarsi liberamente all’interno della riserva in quanto non caccia gli animali selvatici, quindi non è raro trovarli anche all’interno del cratere. Tale armonica coabitazione è consentita solo in questo parco. Le montagne, alte ma dal dolce profilo, cingono la vallata come in un abbraccio e i villaggi di capanne dei Masai mi danno l’illusione di far parte, come essere umano, di questo giardino dell’Eden miracolosamente sopravvissuto al tempo…

Emozioni dal Kenia

Foto di Gloria Canè

 


 

Watamu il mare

 


 

La spiaggia del Garoda di Settemari

 


 

Chiacchiere tra coccodrilli

 


 

 


 

Elefanti allo Tsavo

 


 

Le terre rosse del Kenia

 


 

Elefanti al tramonto, Tsavo Est

 


 

Giraffa, Tsavo Est

 


 

Scorcio di Watamu sud


 


Stelle Marine, Watamu

 

 

 


Sardegna 2, Watamu

 

 

 


 

Pesce palla