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La Grecia che rimpiangerai: Naxos

Appunti di viaggio di Katia Raimondi

 

Non esistono voli diretti per Naxos perchè l’aeroporto dell’isola, alle spalle della capitale, è veramente minuscolo, quindi vi sono due possibilità: arrivare ad Atene e poi prendere un volo interno/traghetto per Naxos oppure volare su Mykonos con un charter e poi prendere il traghetto per Naxos. Noi scegliamo la seconda ipotesi e, con un traghetto veloce, dopo circa 45 minuti siamo al porto di Naxos. La città è distribuita sul fianco occidentale di una collina, affacciata sul mare. Ai tempi degli antichi greci sulla sommità della collina sorgeva l’acropoli, mentre le abitazioni si collocavano sul versante nord. Nella parte settentrionale di Naxos infatti possiamo vedere ancora oggi i resti dell’antica agorà, risalente al periodo 1600-1100 a.C. Questa zona archeologica è chiamata Grotta: i resti sono infatti ad un livello più basso del suolo e alcuni sono addirittura sommersi dal mare perchè nel corso dei secoli il livello del Mar Egeo si è alzato. Sempre di epoca greca è il tempio di Apollo, collocato su un’isoletta molto vicina al porto della città e collegata con un passaggio pedonale. In entrambi i casi i resti sono molto scarsi ma la grande porta del tempio è davvero suggestiva da vedere, soprattutto la sera! In epoca medioevale la città ha assunto la posizione odierna e al posto dell’acropoli i veneziani, che hanno conquistato l’isola imponendo un ordinamento societario feudale, hanno costruito il loro castello, attorno al quale si sono ammassate le abitazioni. Oggi questa zona è bellissima da visitare: stradine strette e tortuose, a tratti coperte, che vanno su e giù sulle quali si aprono negozietti più o meno di tendenza, locali eleganti e caratteristiche taverne. Fiori e bouganvilles fuxia abbelliscono i piccolissimi cortili, scalette contorte, porte e imposte azzurre rendono allegro questo labirinto nel quale è bellissimo perdersi!

 

Poi c’è il lungomare del porto, ampio e illuminato, sul quale si affacciano negozi, taverne, locali eleganti, gelaterie e che termina al tempio. A pochissimi metri dalla banchina una minuscola isoletta ospita una piccola chiesetta, sulla quale svetta la bandiera nazionale.

La città di Naxos si trova nella parte occidentale dell’isola in quanto alle spalle della costa si estendono pianure abbastanza vaste, non a caso questa è anche la zona con le spiagge più grandi, lunghe, comode e quindi turistiche dell’isola. Nella parte sud della città il mare penetra nella pianura sabbiosa formando una grande laguna inframmezzata da un piccolo capo roccioso e da lingue di sabbia. Qui si trova la spiaggia della città, Agios Georgios: l’acqua è bassissima, praticamente è inbalneabile, e la sabbia della spiaggia è finissima e bagnata, quindi compatta, insomma non è per niente bella! Qui si trova anche il centro di wind-surf più importante dell’isola: essendoci l’acqua così bassa è facile per chi deve imparare. Procedendo verso sud si arriva all’urbanizzazione di Agios Prokopios, dove si trovano negozietti di alimentari, noleggiatori di mezzi di trasporto, taverne, qualche locale e tante sistemazioni per vacanze. L’anno scorso questa spiaggia si è classificata al quarto posto tra le spiagge più belle di tutta la Grecia! E’ lunga e ampia, la sabbia va da fine a piuttosto grossa così, quando il vento è forte, si evita di diventare come cotolette panate! Quest’isola infatti è decisamente ventosa e siccome la sabbia è fine e chiara, su tutte le spiagge c’è il problema delle sabbiature. Tra l’altro ad Agios Prokopios il vento è sempre meno intenso che sul resto della costa e ciò permette al mare di non essere molto increspato, mostrandosi quindi in tutto il suo splendore! In generale quest’isola ha fondali abbastanza rocciosi che digradano poi in sabbiosi lungo le spiagge. La spiaggia di Agios Prokopios è abbastanza mondana ma non troppo e piena di giovani. Procedendo ancora verso sud si trova l’urbanizzazione di Agia Anna che offre le stesse strutture di Agios Prokopios più una banca e un distributore di benzina. La spiaggia è abbastanza lunga ma non molto ampia, divisa in due parti da un piccolo moletto da cui partono barche di pescatori e per gite turistiche. E’ frequentata soprattutto da coppie e famiglie. Dopo Agia Anna parte la lunghissima spiaggia di Plaka che offre, nella sua parte iniziale, taverne, locali, un negozietto di alimentari, un noleggio mezzi di trasporto e due campeggi. Gli appartamenti per vacanze sono distribuiti lungo la strada sterrata. Questa spiaggia è particolarmente selvaggia, separata dalla strada sterrata da dunette di sabbia e a tratti qualche arbusto. E’ poco frequentata, data la sua lunghezza, e quindi meta prediletta, insieme alla parte meno frequentata di Agios Prokopios, dei nudisti. La sabbia fine e chiara in alcuni punti si allunga nel mare e sembra davvero di stare ai Caraibi! Purtroppo, essendo una baia molto ampia, è anche ventosa, quindi, quando il vento è intenso, la panatura è assicurata, l’increspatura dell’acqua non rende piena giustizia al suo splendore e la corrente è abbastanza forte! Siccome poi nessuna spiaggia viene pulita dalle alghe, ed essendo questa particolarmente selvaggia, è purtroppo frequentata anche da qualche insettino! Prendere il sole qui significa immergersi nella pace più assoluta… solo noi, il rumore del mare e del vento! Alla fine della spiaggia di Plaka si allunga il capo di Mikri Vigla, il cui nome significa “posto di guardia”: da qui infatti la popolazione controllava l’eventuale arrivo di pirati. Esso è circondato da due spiagge: una prima del capo, verso nord, bella ma ventosissima e frequentata quasi esclusivamente da coloro che praticano kite-surf e wind-surf, e una dopo il capo, verso sud. In quest’ultima, nella parte più vicina al capo, il fondale sabbioso è particolarmente basso e il mare è raramente increspato: sembra di essere ai Caraibi e le rocce, modellate dal vento, ricordano un po’ la Sardegna! Alle spalle una piccola taverna in autentico stile greco. Questo tratto iniziale della spiaggia è davvero splendido, poi essa prosegue lunga verso sud. Dopo di essa troviamo la spiaggia di Kastraki: lunga ma non molto ampia è decisamente isolata e poco frequentata, l’accesso al mare è piuttosto scomodo per via delle rocce. Procedendo verso sud un nuovo capo si allunga nel mare: Aliko. Presso di esso vi sono alcune calette davvero suggestive ma non sempre facilmente raggiungibili. Sono spiaggette di sabbia chiara intime e silenziose, nelle quali sembra di essere lontanissimi dal mondo, in un paradiso di acque cristalline! Alcune sono orientate verso nord quindi soffrono comunque il vento, altre, come quella in cui scendiamo, sono riparate dal capo: una benedizione nei giorni ventosi, un forno in quelli tranquilli. Ma il mare è così bello che lo berrei e così tranquillo che nuoterei lentamente fino a Paros… con questo mare e questo cielo così azzurro non c’è altro che possa desiderare! Alla fine della costa ovest vi sono altre tre spiagge: Agaly, Pirgaki e Agiassos. Visitiamo solo la prima ed è deludente: la sabbia chiara è spolverata di sabbia nera e sassolini che danno alla spiaggia un aspetto piuttosto desolato. L’accesso al mare è terribile: l’acqua scende piano e il fondo è ricoperto da scomodi sassi, rocce e ricci… certo l’acqua è sempre quella della Grecia, bellissima!

Diretti verso la costa est attraversiamo l’interno dell’isola. E’ più verde di quanto ci si aspetti in quanto riccamente coltivato: ortaggi, cereali, alberi da frutto e ulivi. Anche se nei piccoli supermercati della costa non si trova carne di manzo vediamo diversi allevamenti di bovini, oltre naturalmente al pollame e ai molti greggi di pecore e capre lasciati liberamente a pascolare sulle montagne. In effetti gli abitanti di Naxos sono essenzialmente degli agricoltori perchè in passato vi era il pericolo delle incursioni pirate, solo recentemente hanno riscoperto le coste con il turismo. I paesi dell’interno sono più grandi e meglio dotati di servizi e tutte le strade dell’interno sono bene asfaltate. Il paesaggio è a tratti dolce a tratti aspro, con ampie vallate circondate da collinotte che possono anche diventare ripidi costoni di roccia riarsa e montagne piuttosto alte. La zona di Filoti è piuttosto elevata e vicina al monte Zeus, il più alto dell’isola, che misura 1001 metri: qui le strade si arrampicano sui fianchi dei rilievi, regalando ad ogni curva viste spettacolari. Altra risorsa dell’isola erano le cave di marmo, la cristallina bianca, e di smeriglio. In diverse spiagge ho poi trovato anche sassolini di pomice, probabilmente portati dal mare e provenienti da chissà dove.

Scendendo verso Moutsouna vediamo una vecchia teleferica arrugginita con i carrelli per il trasporto dei minerali. La strada è lunga e tortuosa ma regala viste meravigliose: dall’alto si vede tutto il capo di Moutsouna e le isole al largo! Il paese si trova sul versante sud del grosso capo, cioè sulla destra, ed è bellissimo: è minuscolo e sperduto, silenzioso, con pochissime persone in giro, qualche sparuto turista si ripara dalla calura sotto gli alberi che bordano la spiaggia, ai tavolini azzurri della taverna… solo qualche bambino schiamazza sulla riva, il mare è immobile e splendidamente trasparente… Sul pontile del molo ci sono grandi argani arrugginiti e un breve tratto di binari, dietro un cancello scopriamo una costruzione in rovina e tanti altri carrelli da miniera… questo alito di storia misteriosa e di decadenza crea un’atmosfera ancora più affascinante! Pranzando alla taverna scopriamo questa storia: Moutsouna era il porto nel quale lo smeriglio estratto dalle montagne veniva caricato sulle barche e poi esportato in tutta Europa! L’estrazione massiccia dello smeriglio iniziò nel 1923, quando venne costruita la ferrovia aerea per il suo trasporto a Moutsouna. Nel 1947 però gli Americani inventarono lo smeriglio artificiale, più comodo da produrre e quindi meno costoso, e tutto finì. Le cave sono tutt’ora attive ma lo smeriglio estratto viene usato solo in Grecia e il porto ha quindi perso la sua funzione. Sulla costa est le pianure sono piccole e limitate alla linea di costa, l’unico paese vero e proprio è Moutsouna e anche le spiagge, procedendo verso sud, sono meno frequenti che sulla costa ovest. A causa della scarsità di strade però non possiamo avventurarci alla loro scoperta.

La costa nord invece è alta e frastagliata, le montagne sono alte e arrivano direttamente sulla costa dove nelle insenature tra l’una e l’altra ci sono le spiagge: alcune sono di sabbia, come quella di Amitis, altre di ciottoli misti a sassi, come quelle di Hilia Vrisi, Abram e Agios Theodoros. L’accesso all’acqua però è sempre abbastanza difficoltoso per la presenza di sassi e il mare è spesso mosso: il vento che soffia sull’isola infatti proviene da nord, quindi questo tratto di costa ne è costantemente battuto. Le spiagge sono quindi deserte, non vi sono ombrelloni e lettini in affitto e nemmeno taverne, l’unica che troviamo è nella piccola urbanizzazione di Abram. E’ un tratto particolarmente selvaggio e naturale dell’isola, poco frequentato sia dai turisti che dai locali e molto affascinante! Sul tragitto vediamo anche la Torre di Agia, antica torre veneziana per l’avvistamento di eventuali pirati. L’unico paese su questo tratto di costa è Apollonas, ovvero Apollo, situato in posizione panoramica su un costone di roccia in un’insenatura molto profonda, che lo difende dal vento e dal mare. Al di là del molo del porto il mare sbatte violentemente regalandoci uno spettacolo elettrizzante!

Naxos e’ un’isola decisamente rude, in cui e’ necessario avere sempre un mezzo di trasporto a disposizione. L’impatto puo’ essere forte ma poi, forse proprio per questa sua ruvidezza, l’isola ti entra dentro e non vorresti lasciarla piu’. Qui ho vissuto, ho vissuto intensamente…