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LO YIN E LO YANG DELLE MOSTRE ROMAGNOLE

Di Andrea Santangelo

Mai come in questo momento l’offerta di grandi mostre in Romagna può dirsi tanto diversificata, visti gli argomenti presi in esame. Basterà soffermarsi sulle due maggiori, Borderline presso il MAR di Ravenna (per ogni informazione http://www.museocitta.ra.it/news/pagina263.html) e Novecento presso Musei San Domenico di Forlì (http://www.mostranovecento.it/informazioni.html)

per avere un’idea di come si possano affrontare temi culturali lontanissimi in modo ugualmente eccellente ed interessante.

In effetti una, quella di Forlì, ci parla del forte pensiero ordinato e classico che accompagna le espressioni artistiche italiane a cavallo tra le due guerre mondiali, mentre l’altra indaga il rapporto tormentato tra arte e follia nelle sue varie declinazioni, in Italia e all’estero.


Tanto una insegue il bisogno di ordine e razionalità in ogni espressione artistica, quanto l’altra si addentra nei tortuosi ed oscuri sentieri del disagio psichico. L’arte pubblica del periodo fascista era concepita per rappresentare il regime e le sue conquiste sociali e politiche come un potente megafono propagandistico; la pittura e la scultura all’interno dei manicomi, invece, talvolta erano l’unica forma di espressione verso il mondo di molti pazienti, spesso rinchiusi sin dalla più tenera età.

Traendo ispirazione dall’arte del Quattrocento, l’arte del Novecento vuole superare il concettualismo delle Avanguardie artistiche come il Cubismo e il Futurismo e tornare alle atmosfere realistiche e prospettiche di Piero della Francesca, Giotto e Mantegna; attraverso la cosiddetta Art Brut, o “arte dei folli”, si vuole invece superare la concezione positivistica dell’artista che dipinge, o scolpisce, infischiandosene del linguaggio formale e/o della corrente artistica.


Insomma, divise da pochi chilometri di distanza ed accomunate dalla data di chiusura, il 16 giugno, le due mostre si propongono, paradossalmente, come le due facce di una stessa medaglia; averle visitate a breve distanza di tempo l’una dall’altra mi ha permesso infatti di unirle idealmente in un unico pensiero ponte: l’arte come messaggio al mondo, in un caso di propaganda e di pubblicità, nell’altro quasi un disperato SOS con l’unico mezzo di comunicazione rimasto.

Soltanto i nomi degli artisti più famosi presenti nelle due mostre valgono da soli il prezzo di una gita culturale in Romagna: De Chirico, Carrà, Sironi, Casorati, Guttuso, Balla e Manzù a Forlì; Dalì, Ligabue, Bosch, Goya, Bruegel, Basquiat, Gericault e Klee a Ravenna. Ma tanti sono i minori e gli sconosciuti che sorprendono e colpiscono per la loro produzione artistica, appartengano essi allo Yang neoclassico e lineare dei Musei del San Domenico di Forlì o allo Yin oscuro e disagiato in mostra al Museo d’Arte di Ravenna.

Da non perdere entrambe!

ALBERGHI DIFFUSI, novità in Romagna

di Marianna Tassinari

Già da qualche anno si parla di hotel diffusi e di recupero di borghi antichi, in varie parti d’Italia c’è fermento su questo argomento. Si tratta di una realtà tutta italiana nata nel 1982, che si basa sulla necessità di costruire un nuovo modello di ospitalità, in cui l’originalità e lo sviluppo del territorio si fondono; in questo momento storico di riscoperta delle tradizioni e di frugalità, hanno trovato un nuovo splendore.

In Romagna ci sono due esempi interessanti: Le Case Antiche di Verucchio, http://www.lecaseantiche.it/ e Al Vecchio Convento di Portico di Romagna http://www.vecchioconvento.it/

Il primo sorge a Verucchio, proprio in centro, con tre residenze ristrutturate nel cuore del piccolo borgo Medievale, piccoli gioielli di architettura, con tutto il comfort di una vera casa. La famiglia Santolini, forte di una lunga esperienza nelle costruzioni, ha ristrutturato le abitazioni cercando di ottenere il

minimo impatto sull”ambiente esterno, ma dotando di ogni comfort l’interno.

Le Case Antiche si trovano a 15 minuti da Rimini, appoggiate su una terrazza naturale che offre un panorama stupendo sulla costa adriatica.

Le Case Antiche, Via Brizzi 12, 47826 Verucchio (Rn) tel. 0541 670073 0541 679402

Fax 0541679402 e.mail info@lecaseantiche.it

Il Vecchio Convento invece si trova a Portico di Romagna, sulla statale 67, antica strada che congiunge Ravenna e l’Adriatico alla toscana fino a Livorno.

Per lungo tempo conosciuto soprattutto per il ristorante, che preparava ottimi manicaretti con funghi e tartufi, fu fondato 30 anni fa da un’idea dei coniugi Gianni Cameli e Marisa Raggi, è stato ricavato dalla ristrutturazione di un palazzo del 1840 appartenuto ad una delle più antiche famiglie del luogo. È situato nel centro storico del piccolo paese appenninico che conta solo 300 abitanti, posto nella valle dell’Acquacheta nominata da Dante nella Divina Commedia.

La famiglia gestisce anche la “Scuola Verde L’Olmo”, una scuola di italiano per stranieri riconosciuta dallo stato, che offre corsi di lingua e cultura italiana.

Qui inoltre vengono organizzati corsi di cucina, escursioni enogastronomiche alle cantine di vini e ai produttori di olio e formaggi della zona, salutari passeggiate guidate nel Parco Nazionale delle foreste Casentinesi, che inizia proprio lì vicino, oltre alla visita delle città d’arte del circondario come Ravenna, Forlì e Firenze; queste sono alcune delle attività che vengono offerte: nella stagione del tartufo il padre Gianni e il figlio Matteo accompagnano gli ospiti nei boschi circostanti, con i loro cani, alla ricerca dei tartufi.

Un’ottima idea anche per un break primaverile!

Via Roma, 7 47010 Portico di Romagna – (FC) – Italia  Tel: 0543 967053 Fax: 0543 967157 Email: info@vecchioconvento.it Sito Web: www.vecchioconvento.it