Marche che passione, un autunno in centro Italia

di Marianna Tassinari

Secondo Wikipedia le Marche sono: “… una regione italiana a statuto ordinario dell’Italia Centrale di 1.545.098 abitanti, con capoluogo Ancona affacciata verso est sul Mar Adriatico.”

Ma le Marche sono molto di più: la regione che si affaccia sul mare, con una prima linea di spiagge e scogliere suggestive, ha una fascia collinare ricca di borghi medievali e una zona montana dove poter fare bellissime trekking anche in autunno. Ideale meta gastronomica, culturale e paesaggistica la regione ha dato i natali a personaggi molto famosi come Giacomo Leopardi, il poeta nato a Recanati a fine 1700, o il musicista Gioacchino Rossini nato quasi nello stesso periodo a Pesaro, o come pittori del calibro di Raffaello Sanzio che è nato ad Urbino nel 1483, o per parlare dei contemporanei come Giovanni Allevi compositore e pianista di Ascoli Piceno, o come lo scultore Arnaldo Pomodoro, nato nel 1926.

Partendo per un visita ideale vi proponiamo tre idee, da sviluppare in ogni stagione, ma in autunno potrete ammirarvi i colori caldi del foliage che niente hanno da invidiare a quelli del New England Americano.

Pesaro e il colle San Bartolo, questo itinerario si può svolgere in auto, in moto nelle ultime giornate di sole e anche in bici per gli appassionati del genere. Si parte da Gabicce subito dopo il confine con l’Emilia Romagna, e si sale sul contrafforte panoramico che si affaccia come un terrazzo sull’adriatico. In questo tratto di costa particolarmente colorato, la strada stretta e panoramica si inerpica con qualche curva nella macchia mediterranea, e si arriva ai due piccoli castelli medievali di Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara, proprio al centro dell’area protetta del parco San Bartolo (www.parcosanbartolo.it).

Colle San Bartolo, Fonte www.destinazionemarche.it

 

Da qui dopo aver esplorato i paesini e aver fatto la discesa al mare se vi piace, si prosegue per Pesaro, dove conviene trascorrere una notte in uno dei tanti hotel o nei b&b del circondario. In questo modo potrete gustarvi una cena a base di pesce e al mattino presto ammirare le ville in stile liberty sul lungomare della città, tra cui spicca il Villino Ruggeri, a poca distanza dalla nota scultura della palla di Pomodoro.


Villino Ruggeri fonte : http://www.italialiberty.it

 

Ecco che ora il nostro itinerario ci porta nei colli attorno a Novilara, a soli 7 km da Pesaro, il piccolo borgo è un’ideale terrazza panoramica su Pesaro e il Mare, vi suggeriamo di pranzare o cenare alla Locanda Ricci dove potrete gustare la cucina tradizionale Pesarese, http://www.locandaricci.it/, proseguiamo poi per Candelara, paese delle candele che si anima con un bel mercatino di Natale da fine novembre fino a Santa Lucia per tre weekend, illuminato solo da candele come accadeva fino all’avvento dell’energia elettrica.

 

Novilara fonte www.marchefilmcommission.info

 

Candelara fonte www.candelara.com

In effetti lo stemma di Candelara è rappresentato da tre colline sormontate da tre candele e si ispira alla leggenda per cui, per individuare il luogo su cui costruire il paese, sono state accese tre candele e nel punto meno ventoso, dove non si è spenta la fiamma, lì è sorto il paese.


Fonte: google map

***

Il secondo itinerario che vi suggeriamo si snoda lungo l’antica Flaminia, che in epoca Romana collegava Roma a Rimini passando per Fano. Proprio Fano è il nostro punto di partenza: questa cittadina, affacciata come Pesaro sul mare Adriatico, nonostante le piccole dimensioni vanta numerosi edifici e reperti Romani che si possono ancora vedere, oltre a ciò è famosa per il carnevale che si svolge nel periodo invernale e la cui origine risale addirittura al 1347.

Fano, fonte visiturbino.eu

Da qui, oltrepassate le mura cittadine, saliamo nelle dolci colline marchigiane per raggiungere Cartoceto, famosa per il suo olio. Il paesello è circondato da rigogliosi uliveti e in novembre si svolge la 39sima edizione di Cartoceto dop festival, tre domeniche tutte dedicate all’olio, il programma sarà presto disponibile sul sito:
http://www.prolococartoceto.com/, In zona si può visitare l’antico frantoio del 1660, http://www.frantoiodeltrionfo.it/ e si può pensare di far tappa per dormire in questa zona, sono numerosi infatti i b&b e gli affittacamere, noi suggeriamo “la locanda del Gelso” , http://www.lalocandadelgelso.it/.

Cartoceto fonte www.marchetravelling.com

 

Con la luce del giorno dopo si può partire alla scoperta delle suggestive Gole del Furlo, con prima tappa obbligata Fossombrone, Antica cittadina di origini romane posta nella media valle del Metauro, lungo il percorso dell’antica Flaminia, chiusa tra i contrafforti delle Cesane e il ripido versante settentrionale del colle dei Cappuccini, Fossombrone dista da Fano e dal mare 25 km. Nelle Cesane si trova una rigogliosa pineta creata dai prigionieri austro-ungarici nella prima guerra mondiale. La pineta incorpora anche il vivaio della guardia forestale ed è attraversata da una strada panoramica che da Fossombrone giunge fino a Urbino.

Fossombrone, fonte www.pu24.it

Da Fossombrone si attraversano le suggestive Gole del Furlo per raggiungere Acqualagna, lungo la strada vecchia ci sono aree di sosta che permettono di visitare la diga Enel e di raggiungere le Gallerie Romane. L’acqua ha dei colori magnifici che vanno dal verde smeraldo all’azzurro, in un meraviglioso contrasto cromatico con le foglie rosse e gialle dell’autunno. Raggiungiamo in poco tempo Acqualagna, dove ogni anno da ottobre a metà novembre si tiene la celeberrima fiera del Tartufo bianco, giunta alla 50sima edizione.

Acqualagna fonte www.viaggiatoriweb.it

Il piccolo borgo si sviluppa alla confluenza del torrente Burano, la sua posizione è turisticamente strategica: poco distanti ci sono i monti Catria e il Nerone, che offrono interessanti percorsi trekking e mountain bike. La Fiera del tartufo Bianco è la regina indiscussa dell’autunno. Ma tutto l’anno potrete trovare prodotti d’eccellenza da Marini e Azzolini Tartufi, presenti da oltre 50 anni ad Acqualagna e lasciarvi tentare dai loro Tartufi e dai loro Lavorati. Inoltre potete scoprire alcuni interessanti siti archeologici di epoca romana, tra cui Villa Colombara, non lontana dalle gole del Furlo. Molti dei reperti ritrovati sono esposti al museo Antiquarium Pitinum Mergens, che è stato ricavato nella vecchia sede del municipio, qui viene spiegata la collocazione dell’antico insediamento Romano, e come si sviluppava la fattoria Romana. Durante la fiera del tartufo il museo apre con orario continuato 9:00-19:00, in corso Roma 47. www.musei.marche.it

 

Lasciando Acqualagna possiamo proseguire per Cagli e Piobbico. Anche Cagli si trova sulla via Flaminia, ed è famosa per il suo torrione della Rocca del 1481, progettato dal famoso architetto militare Francesco di Giorgio Martini. Da qui in 25 minuti si raggiunge il piccolo borgo di Piobbico che sorge in una stretta valle tra il monte Nerone, con i suoi 1526 mt di altitudine, e il Montiego che raggiunge i 975 mt; proprio alla confluenza di due fiumi, sorge il paese, noto soprattutto per il Castello Brancaleoni, eretto nel XIII secolo e trasformato nel ‘500 in splendida dimora rinascimentale. Il castello è visitabile su prenotazione contattando via mail : info@castellobrancaleoni.it.

 

Cagli Torrione della Rocca

Fonte www.lemarchediurbino.it

Piobbico

Fonte www.themarcheexperience.com

 


 

Il terzo percorso Marchigiano è tutto in quota, lasciamo i reperti romani per addentrarci nel fascino dei monti Sibillini. Partiamo da Camerino e il suo circondario con il castello di Lanciano a Castelraimondo, il castello si erge sulla riva sinistra del fiume Potenza ed è circondato da un maestoso parco. La torre trecentesca all’ingresso e gli arredi sono ben conservati, e il castello si può visitare il sabato pomeriggio e le domeniche e i giorni festivi, con visite guidate. www.fondazionemasogiba.it

Interno del castello di Lanciano, fonte www.turismo.marche.it

A circa 35 km sull’altro versante della collina si trova il castello di Pallotta, non lontano da Belforte del Chienti, in località Caldarola, eretto nella seconda metà del IX secolo, fu trasformato in residenza rinascimentale verso la fine del ‘500, e ancora conserva quasi intatte le mura, la merlatura guelfa, il ponte levatoio, e gli interni ancora originali. Visitabile quasi tutto l’anno, ora all’interno dello stabile della gendarmeria ospita una Taverna che organizza menù tipici marchigiani il sabato sera e la domenica a pranzo, è consigliata la prenotazione.www.castellopallotta.com


Castello di Pallotta, fonte www.guidamico.it

Da qui possiamo salire verso Varano di sotto e al bivio con la strada provinciale 98 girare a sinistra, così da iniziare la dolce salita ai Monti sibillini, e incontriamo prima Fiastra, che si affaccia sul suo lago artificiale, qui si può fare una sosta relax per godersi i bei colori di questo specchio d’acqua, per poi salire ancora verso il paesino di pastori di Cupi, un micro borgo di soli 15 abitanti ai piedi del parco dei Monti Sibillini. Qui si produce un pecorino ottimo, per averlo potete contattare il Pastorello di Cupi, www.pastorellodicupi.it

Da questa strada si arriva fino al santuario di Macereto, un complesso religioso in stile bramantesco, a circa 1000 mt di altitudine. Oltre a nutrirsi della bellezza del santuario è possibile per gli appassionati di camminate fare base negli alloggi del santuario e partire da qui per belle camminate ed escursioni. www.santuariomacereto.it

Sentiero sui sibillini – Fonte www.parks.it

Santuario Macereto – Fonte www.agriturismo-marche.it

Da Cupi si prosegue per Ussita-Frontignano, qui troviamo una stazione sciistica aperta in inverno, e una bella base per trekking nel periodo primavera/autunno, grazie alle numerose strutture ricettive.

Autunno a Visso, fonte it.worldmapz.com

Scendiamo verso Visso, 600mt sul livello del mare, che già esisteva in epoca romana, dal 1993 è la sede del parco nazionale dei Sibillini e sua ideale porta d’accesso, conserva ancora la cinta muraria del XIII sec. e il Palazzo dei Priori, ora municipio, eretto nel 1482. Qui Leopardi aveva la sua residenza estiva, proprio per questo motivo a Visso troviamo il Museo dei Manoscritti Leopardiani, dove sono conservati circa 100 manoscritti del celebre Poeta, presso la Chiesa di sant’Agostino, Piazza Martiri Vissani 1. www.museidiocesimarche.it .

 

Sibillini in autunno, Fonte www.vacanzesibillini.it

 


Cucina tipica Marchigiana:

Gli ingredienti Marchigiani sono tipicamente mediterranei, ma tre sono le pietanze più famose della tipicità regionale: i Vincisgrassi, il brodetto che ha mille varianti e le Olive Ascolane. Vi regaliamo la ricetta dei Vincisgrassi tratta dal volume “cucina Marchigiana”, edizioni del riccio, scritto da Ida Fabris.

I Vincisgrassi, Fonte : https://ladanteinforma.wordpress.com/page/2/

Ricetta Vincisgrassi:

per la pasta:

200 gr di semolino

400 gr di farina,

50 gr di burro,

5 uova

½ bicchiere di vinsanto marchigiano

Per il ragù:

rigaglie di 1 pollo

250 gr di filoni e cervella di vitello,

100 gr di prosciutto crudo 1 fetta spessa

1 carota

1 cipolla

Olio di oliva q.b.

2 cucchiai di conserva di pomodoro,

vino bianco secco.

Per la besciamella :

50 gr di burro

50 gr di farina

½ litro di latte intero

Sale q,b e noce moscata

Parmigiano q.b. per i vari strati burro q.b. per il sopra

Procedimento:

Tritate la cipolla e la carota finemente e fatele rosolare in poco olio, aggiungete il prosciutto tagliato a dadini, poi le rigaglie di pollo perfettamente lavate e tagliate a pezzetti, ad eccezione del fegatino che va aggiunto più radi perché deve cuocere poco.

Spruzzate un po’ di vino bianco, lascate evaporare, quindi aggiungete la conserva che avrete allungato in acqua tiepida. Fate sobbollire per un’ora e mezza circa.

Sbollentate i filoni e la cervella di vitello, tagliateli a tocchetti uniteli a ragù, fate cuocere ancora mezzora, poi aggiungete il fegatino e lascate cuore gli ultimi 10/12 minuti.

 

Preparate la pasta mescolando la farina con il semolino, mettete al centro della spianatoia fate un cratere e aggiungere le uova e il burro ammorbidito, un pizzico di sale e mezzo bicchiere di vin santo e iniziate ad impastare fino ad avere un composto omogeneo. Fate riposare la pasta per circa un’ora, fate dei bei fogli come per le lasagne circa 10cm x 5 cm, fatele lessare e poi asciugatele e cominciate ad allestire la pirofila da forno come una lasagna, preparate la besciamella con la ricetta base.

 

Imburrate la pirofila, mettete uno strato di pasta, aggiungete un po’ di besciamella, il ragù, poi il parmigiano, fate vari strati, fino a terminare gli ingredienti, fate riposare la teglia per un oretta, poi infornate a 180° per circa 25/35 minuti.

 

Servite caldo e buon appetito!

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